Era il 2021 quando abbiamo assistito alla lenta metamorfosi di Falcon in Capitan America.
Un passaggio di testimone che portava con sé mille dubbi da parte dell’Avenger per via del colore della sua pelle e della sua paura di non essere all’altezza.
Oggi quello stesso supereroe torna sul grande schermo in Capitan America: Brave New World.

Diretto da Julius Onah e scritto dallo stesso regista insieme a Rob Edwards, Malcolm Spellman, Dalan Musson e Peter Glanz, Capitan America: Brave New World è il trentacinquestimo lungometraggio del Marvel Cinematic Universe e porta avanti le vicende accadute in Captain America: Civil War (2016) e nella miniserie The Falcon and the Winter Soldier (2021). Prodotto dai Marvel Studios e distribuito da Walt Disney Studios Motion Pictures, Capitan America: Brave New World arriva al cinema dal 12 febbraio.

Capitan America: Brave New World: trama del film

Cinque mesi dopo l’elezione del presidente degli USA Thaddeus Ross (Harrison Ford), Sam Wilson/Capitan America (Anthony Mackie) e il suo partner Joaquin Torres/Falcon (Danny Ramirez) svolgono con successo una missione per conto del governo, di lì a poco, vengono invitati alla Casa Bianca insieme all’ex super soldato Isaiah Bradley (Carl Lumbly).

Durante l’evento, però, accade qualcosa di strano: una luce proveniente dagli schermi degli smartphone “attiva” alcuni dei presenti – tra cui Isaiah – trasformandoli in soggetti aggressivi e pronti a colpire il Presidente. Con la vita di Ross a rischio, viene fermato il summit e i responsabili arrestati.

Sam, però, crede che dietro tutto ciò ci sia un vero e proprio complotto e inizia a investigare per proprio conto aiutato da Joaquin. Quello che Sam scopre è una vera e propria vendetta, orchestrata per condurre gli USA verso un grave incidente diplomatico e distruggere definitivamente la vita del Presidente Ross.

Un action thriller riporta sullo schermo Capitan America

Capitan America: Brave New World è il quarto film che ruota attorno alla solida e patriottica figura di Capitan America, oltre che essere il quinto capitolo di questa altalenante Fase 5.

Capitan America: Brave New World è una storia che strizza l’occhio a quei bei vecchi film d’azione anni ’80 e ’90 in cui il protagonista è pronto a tutto per la giustizia e per annientare lo scaltro nemico che agisce nell’ombra.

Su questa base quasi nostalgica, Onah inserisce coerentemente elementi di sensibilità e di ironia che attirano lo spettatore in una rete di sequenze ora d’azione, ora squisitamente thriller; il sapore action ha ampio spazio e deflagra in lotte esplosive e combattimenti ben coreografati, ma permane anche nelle scene più intime dove Anthony Mackie comunica grande emotività.

Con Capitan America: Brave New World il regista ha scelto di seguire la rotta tracciata da Malcolm Spellman (head writer della miniserie The Falcon and the Winter Soldier) e quindi ritroviamo i temi dell’uguaglianza e della fraternità trattati in maniera leggera, ma schietta e soprattutto che non cadono nella trappola del buonismo o della retorica.

Nello specifico il protagonista Sam Wilson si confronta nuovamente con il suo senso di inadeguatezza verso l’ex Capitan America Steve Rogers, troppo iconico e carismatico in confronto a lui. Emerge tutta la vulnerabilità del neo Capitan America, un superuomo del tutto umano, fragile e con sentimenti genuini.

Capitan America: Brave New World rimane certamente un prodotto più propriamente commerciale che autoriale, ma nel suo sviluppo lineare è davvero efficace e mantiene la sua coerenza narrativa con quanto accaduto nel passato dell’MCU, ciò permette anche allo spettatore meno appassionato di cinecomic di mantenere l’attenzione e seguire l’avventurosa vicenda di Capitan America in tutti i suoi dettagli…anche in quelli nascosti!