Cinema e fumetto, arti sorelle che, nate pressoché negli stessi anni, si esprimono con immagini e parole (il cinematografo prima dell’avvento del sonoro adoperava i cartelli come fossero balloon), rapendo le fantasie delle masse. Flessuoso, impacciato, clown e paladino, vagabondo e dittatore, Charlie Chaplin, uno dei leggendari protagonisti dei primi vagiti della settima arte, incarna con Charlot proprio il personaggio dalla prossemica cartoonesca che sembra provenire direttamente dalle prime strisce (che comunque non poterono far a meno di celebrarlo).

A più di un secolo da tali pionieristici esperimenti, Charles Spencer Chaplin torna a occupare quegli spazi tra filmico e fumettistico con la graphic novel di Laurent Seksik (testi) e David François (disegni) Chaplin. Il principe di Hollywood, edita in Italia da Tunué.
Condensata torrenzialmente in una narrazione squisitamente hollywoodiana, il volume del duo francese ripercorre l’ascesa del grande artista dal suo arrivo in America fino al suo ritorno dopo le persecuzioni maccartiste.
Con una gradevole dose di inventiva gli autori mostrano un inedito Chaplin (per chi conosce solo la maschera di Charlot), un attore ambizioso, determinato, animato da viscerali ideali, ma anche da una moltitudine di turbolente relazioni sentimentali, che a volte rappresentano l’alter ego della sua incarnazione filmica, altre il suo doppio rovesciato.

Altrettanto ammaliante è la ricostruzione che si vede in filigrana di un periodo nevralgico del cinema che Chaplin ha consustanziato per decenni: accanto alle avventure di Charlot, infatti, assistiamo al confluire di tanta arte circense all’interno di un cinematografo la cui fascinazione del movimento era ancora irresistibile, dallo slapstick di Charlot ingombrante giungiamo alla complessificazione linguistico-narrativa de Il monello fino a un cinema dickensianamente (ma non solo) impegnato con Luci della città e all’adozione del sonoro con il capolavoro pacifista Il grande dittatore.
Al servizio di un racconto biografico che porge il fianco non solo alla ricostruzione storica, ma anche a quella politica di un’epoca, i suggestivi disegni di David François, per lo più inscritti in una gabbia che sembra mimare i fotogrammi della pellicola, a volte giocano inaspettatamente con i propri confini o si aprono in ampie tavole oniriche che, con uno stile acquerellato, donano una profonda liricità al volume.

Chaplin. Il principe di Hollywood della coppia di fumettisti francesi Seksik e François è un’opera che probabilmente eccede nell’eccessiva sintesi di una vita mirabolante come quella duplice dell’attore inglese e della sua maschera, ma tratteggia con efficacia la psicologia dell’uomo e, con uno stile poetico, affresca un’epoca affascinante del cinema.
