Non è solo un meme quello di Doctor Strange che afferma che “il multiverso è un concetto di cui sappiamo spaventosamente poco”. Realtà parallele, alternative, mondi vicini e lontani che si intersecano hanno dominato gli ultimi decenni dell’algoritmica industria hollywoodiana, simulando vacuamente un nuovo inizio tra grande e piccolo schermo (non da ultimo la Stranger Things recentemente giunta a conclusione).

Ma, storditi da lucine lampeggianti ed effetti speciali nocivi agli epilettici, abbiamo sempre notato la biblica pagliuzza e non la trave nell’occhio: paralizzata davanti a qualsiasi comprensione del presente e rifiutando di prefigurare criticamente qualsiasi futuro, l’arte cinematografica se non è stagnata nel passato (guerre mondiali e biopic su tutti), si è rifugiata nell’infantile gioco del “what if“.

In tale miasma, però, nelle pellicole non sempre prevale l’impulso positivista all’azione, rivelando a volte la vacuità di quelle infinite possibilità che si paventano caleidoscopicamente.

Le realtà parallele del sentimento in Past Lives

Agli antipodi di quello che potrebbe essere il discorso sulle realtà parallele sembra esserci Past Lives, eppure tutte le domande che innervano il triangolo amoroso dei protagonisti iniziano proprio con “e se…”, il condizionale predomina i discorsi e la messinscena si frammenta, moltiplicando i pani di esistenza attraverso quadri nei quadri.

Nell’opera di Celine Song l’amore provato, celato, rimandato e poi ricercato, con le infinite scelte che reclama, è quel legame spazio-temporale tra i due bambini che, un tempo rappresentando una sola unità in Corea, al loro nuovo incontro in America sembrano configurare due dimensioni uguali, ma speculari, alternative nella differente scelta di rimanere o abbandonare la propria terra natale.

Così, il concetto di In-Yun con le sue infinite reincarnazioni buddhiste testimonia di un multiverso sentimentale sempre possibile, ma in cui ormai non sono più consentite deviazioni.

Il labirinto multidimensionale di Mr. Nobody

Ma il tentativo del Nemo di Mr. Nobody è esattamente opposto alla consapevolezza raggiunta dai protagonisti di Past Lives: le strade di vita che nel film si diramano come binari ferroviari sono tutte possibili e percorribili in una disperazione errante poiché schiacciate su sé stesse in un tempo circolare.

E se la temporalità è quella dell’eterno ritorno nietzschano, la spazialità è però intesa come un labirinto di Borges, in cui le infinite rappresentazioni che si (con)fondono sono incomprensibili. Nonostante gli sforzi titanici di abbracciare tali molteplici possibilità, il giovane protagonista comprende che “non si torna indietro. Per questo è difficile scegliere”.

Mr. Nobody attraverso il grande inganno perpetrato attraverso l’affabulazione dell’anziano Nemo cela, dunque, un esistenzialismo melanconico in cui, anche in una realtà multidimensionale, la scelta di un nuovo inizio implica non solo l’incertezza, ma anche la tragica perdita di tutte le altre alternative.

Il multiverso nichilista di Everything Everywhere All At Once

Il groviglio di possibilità in Everything Everywhere All At Once è invece effettivamente percorribile (malgrado, o per fortuna, la nacessità di qualche Butt Plug per farlo).
L’entropia che, dalla teorizzazione di Nemo, sprigiona in questa pellicola la sua caoticità maggiormente distruttiva è rappresentativa di un nichilismo generazionale, di quella sfiducia di cui nel discorso pubblico i giovani sono a un tempo soggetto e a un altro complemento oggetto.

Sotto questa spada di Damocle, le infinite conformazioni del multiverso sembrano tradursi non più in una paralisi (riconosciuta o sottesa), ma in un loro completo rifiuto volto all’annientamento dell’esistenza stessa, alla volontà di essere niente più che un sasso.

Ma persino la comprensione della vacuità della vita, dell’insensatezza paralizzante di un’esistenza che anche in presenza di molteplici dimensioni abitabili non consente un nuovo inizio, può generare una rinata consapevolezza. La consapevolezza catartica che ogni scelta, nonostante non possa prescindere dal passato generando inevitabilmente un unico futuro, è gravida di qualche forma di amore per un qui e ora.

FAQ

Past Lives parla davvero di universi paralleli?

No, Past Lives racconta attraverso un triangolo amoroso l’importanza dei rapporti provenienti dalle proprie origini.

Se mi è piaciuto Mr. Nobody, cosa posso guardare?

Film che hanno influenzato Mr. Nobody di Jaco Van Dormael e che quindi hanno alcuni elementi che ricorrono sono The Truman Show e Big Fish.

Quanti Oscar ha vinto Everything Everywhere All At Once?

Everything Everywhere All At Once è uno dei film di maggior successo degli ultimi anni agli Oscar, vincendo un totale di sette statuette tra cui quelle per Miglior film, Miglior regista e Miglior sceneggiatura originale.