Ci sono storie ancora poco conosciute della Seconda Guerra Mondiale che il cinema ha il potere e il dovere di portare sotto i riflettori. E’ il caso dell’Operazione Anthropoid, una missione della resistenza cecoslovacca con l’obiettivo di assassinare Reinhard Heydrich, uno dei principali architetti dell’Olocausto e capo delle forze di occupazione naziste in quei territori. Considerato come l’uomo più pericoloso del Terzo Reich, comandò innumerevoli e cruenti uccisioni indiscriminate sia di oppositori che di liberi cittadini, tanto che il suo regime di terrore gli valse l’appellativo de “Il macellaio di Praga“.

Il governo ceco in esilio a Londra per contrastare il despota tedesco pianificò una manovra militare mirata a fermarlo. In collaborazione con la resistenza nazionale non comunista e il governo inglese, nacque l’operazione Anthropoid. Il nome in greco significa «dall’aspetto umano» e venne scelto per rimarcare la disumanità del Reichsprotektor di Boemia e Moravia.

Anche i boia muoiono di Fritz Lang, 1946

Il primo regista a raccontare questa impresa coraggiosa per il grande schermo è stato Fritz Lang nel 1943 con il suo Anche i boia muoiono. Il film fu presentato alla Mostra di Venezia del 1946, la prima edizione dopo l’interruzione dovuta alla guerra e venne candidato a due premi Oscar. Le vicende messe in scena non corrispondono, però, pienamente alla realtà. Infatti, negli anni in cui fu realizzata la pellicola, la verità doveva ancora esser completamente rivelata.

Nonostante il suo nome non figuri tra i titoli, alla sceneggiatura collaborò anche Bertolt Brecht: fu la sua prima e unica volta per un film di Hollywood. Il ricavato gli diede la possibilità economica di scrivere i suoi lavori successivi. John Wexley pretese di essere l’unico nome a comparire come autore dello script. Il maestro tedesco fu costretto a lasciare gli Stati Uniti poco tempo dopo, perché venne accusato di comunismo dalla Commissione per le attività antiamericane. Un’altra pagina nera di storia, questa volta americana: quella del maccartismo. Storia ben raccontata da George Clooney in Good night, and good luck.

John Wexley, nonostante avesse la reputazione di essere un ladro di idee altrui, dimostrò alla Writers Guild che Brecht e Lang avevano lavorato solo marginalmente alla storia e comparì come unico autore. Ma chi conosce bene Brecht, guardando Anche i boia muoiono noterà quanto inchiostro della sua notevole penna è stato usato nella sceneggiatura.

Il film di Lang resta un ottimo memorandum, seppur impreciso, della cronaca cecoslovacca. E, come piccola rivincita per Brecht, c’è da dire che poco dopo anche Wexley venne inseguito dalla caccia alle streghe del maccartismo e inserito nella lista nera dei comunisti.

Sull’operazione Anthropoid sono stai realizzati altri cinque film: Il pazzo di Hitler di Douglas Sirk (1943), Gli eroi di Antropoid di Jirí Sequens (1965), E l’alba si macchiò di rosso di Lewis Gilbert (1975), Missione Anthropoid di Sean Ellis (2016) e L’uomo dal cuore di ferro di Cédric Jimenez (2017).

Noi di Cabiria Magazine vi recensiamo l’opera del britannico Sean Ellis con protagonisti Cillian Murphy e Jamie Dornan, che meglio ha saputo raccontare il dramma storico combinando eventi reali con l’ introspezione psicologica dei personaggi.

Missione Antrhropoid di Sean Ellis

Il regista britannico con Missione Anthropoid esplora le difficoltà morali e psicologiche di un’operazione di resistenza.
Con una regia precisa e misurata, Sean Ellis evita i cliché di genere e si concentra sulle emozioni autentiche dei suoi protagonisti e sulle implicazioni della loro lotta.

Il film riesce a essere sia un tributo al coraggio dell’operazione segreta, sia una riflessione sul prezzo umano della libertà e della giustizia. La sua forza risiede proprio nell’approfondire la psicologia dei protagonisti e nel raccontare un episodio storico di grande importanza senza indulgere in semplificazioni.

Missione Anthropoid: sinossi

Per assassinare il gerarca nazista Reinhard Heydrich viene organizzata una missione segreta dal nome Anthripoid. Jan Kubiš (Cillian Murphy) e Jozef Gabčík ( Jamie Dornan), insieme ad altri membri della resistenza, mettono in atto il piano che culmina nell’attentato al macellaio di Praga. L’operazione è seguita da una drammatica ritirata, che porta a una feroce repressione da parte dei nazisti e a un alto costo umano.

Missione Anthropoid è un film che rende omaggio alla memoria della resistenza cecoslovacca, senza dimenticare che ogni atto di resistenza ha un costo. Un racconto potente, che lascia lo spettatore con molte domande sul significato del coraggio, del sacrificio e della giustizia.
Pur raccontando un episodio storico significativo, mantiene un tono sobrio e realistico, concentrandosi non tanto sulle azioni spettacolari, ma sulle emozioni. Sui dilemmi morali. Sul prezzo umano.

La pellicola si distingue per la sua rappresentazione autentica della lotta contro il regime nazista, evitando il sensazionalismo per mantenere una narrazione che sia tanto storicamente fedele quanto emotivamente coinvolgente. Il film riesce a trasmettere la tensione di una missione ad alto rischio e la determinazione di uomini e donne pronti a sacrificarsi per una causa più grande di loro con una grande attenzione ai dettagli storici. Tutto è curato minuziosamente, dalle riprese alle scenografie, ridando vita fedelmente alla Praga occupata dai nazisti.

La regia di Ellis si focalizza sui caratteri e la tempra dei protagonisti. Costruisce lentamente la tensione che culminerà nell’attentato a Heydrich. Dosa l’uso della violenza che, pur essendo presente, è trattata con molta discrezione, enfatizzando più gli effetti devastanti della missione sul piano personale e collettivo. Il film non si limita a raccontare il piano e l’esecuzione dell’attentato, ma si concentra anche sulle ripercussioni di quest’atto audace.

Dopo il tentativo di assassinio del macellaio di Praga, l’operazione si trasforma rapidamente in una lotta per la sopravvivenza. I protagonisti e i loro compagni sono costretti a nascondersi e affrontare una brutale vendetta da parte dei nazisti. In questo senso, Missione Anthropoid è anche un film sulla resilienza e sulla speranza in un contesto di disperazione.

Le sequenze più intense dell’opera di Ellis sono quelle che mostrano la caccia ai membri della resistenza, con scene che catturano il loro terrore, la loro determinazione e la loro sofferenza. L’uso della fotografia e della musica è funzionale a creare un’atmosfera di crescente ansia, in cui ogni momento potrebbe essere l’ultimo. La tensione narrativa è mantenuta in modo eccellente dal regista britannico, che riesce a bilanciare l’azione con momenti di riflessione più quieti, senza mai perdere il ritmo. La sua maestria con la macchina da presa culmina con l’epilogo, nella sequenza finale nella Chiesa in cui i membri si sono rifugiati. Cillian Murphy porta sulle sue spalle il peso della tragedia in atto e brilla in una chiusa ad alto impatto emotivo e visivo.

La sceneggiatura di Sean Ellis e Anthony Frewin è accurata nel descrivere non solo gli eventi principali, ma anche le complesse dinamiche tra i vari attentatori che si trovano a confrontarsi con il rischio di tradire o di compromettere la propria umanità. La resistenza non è idealizzata. E’ mostrata come una forza mossa da ideali giusti che, però, deve fare i conti con la realtà cruda e spesso brutale della guerra.

E’ raro trovare una pellicola in cui la resistenza non venga presentata come un atto di eroismo senza macchia. In Missione Anthropoid viene mostrata verosimilmente come una serie di scelte difficili, in cui la paura, il tradimento e la perdita sono costanti minacce. L’amore per la patria viene messo sempre al primo posto, anche rispetto a quello che i protagonisti provano per le due donne che incrociano sul loro cammino.

Gli irlandesi Cillian Murphy e Jamie Dornan sono eccellenti nei ruoli di Jan Kubiš e Jozef Gabčík, i due paracadutisti che intraprendono l’operazione Anthropoid. Murphy, con il suo volto segnato da una sofferenza interiore, conferisce al suo personaggio una profondità emozionale, mostrando la determinazione e la paura che accompagna ogni passo della missione. Soprattutto la scena dell’attentato, con il fucile che si inceppa, è una prova dell’incontro di talenti davanti e dietro la macchina da presa.

Dornan, noto per ruoli più leggeri, prova a scrollarsi di dosso il Mr. Gray di 50 sfumature di grigio. Appende al chiodo i frustini e imbraccia il fucile, dimostrandosi bravo nel portare sullo schermo la gravità e il sacrificio del suo personaggio. La chimica tra i due attori d’Irlanda è convincente e la loro partnership è uno degli elementi più potenti del film. Nel cast anche Harry Lloyd de Il trono di Spade, il sempre incisivo Toby Jones e la star del cinema cecoslovacco Anna Geislerová, che si fa notare per la sua toccante interpretazione di Lenka.

Fotografato in tonalità seppia per conferirgli un sapore d’epoca, Missione Anthropoid parte un po’ a rilento per poter definire i dettagli del contesto storico e della missione, ma verso la seconda metà del racconto diventa ricco d’azione e di sequenze ad alto coinvolgimento emotivo.

La pellicola del 2016 di Ellis ha il merito di riportare alla luce una pagina pressocchè sconosciuta della resistenza europea e dei drammatici eventi cecoslovacchi contro il macellaio di Praga. E’ un esempio di come la settima arte non sia solo intrattenimento, ma anche un utile strumento per istruire le nuove generazioni a non commettere gli errori del passato.