Il Natale 2019 ci porta il tanto atteso Pinocchio di Matteo Garrone, il classico di Carlo Collodi che ha emozionato intere generazioni. L’uscita in sala è fissata per giovedì 19 dicembre. 
Sceneggiato dallo stesso Garrone con Massimo Ceccherini (che nel film ricopre anche il ruolo della Volpe), il film ha un cast super-variegato con il giovanissimo Federico Ielapi nei panni del celeberrimo burattino, un Geppetto premio Oscar (Roberto Benigni), Gigi Proietti come Mangiafuoco oltre al già citato Ceccherini al fianco di Rocco Papaleo, il Gatto.

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Pinocchio di Matteo Garrone: recensione

Nel Pinocchio di Matteo Garrone, ciò che stupisce al primo sguardo è l’ottima realizzazione visiva, con effetti di trucco e di computer grafica veramente adeguati e mai esageratamente presenti. A curare il make-up degli attori, è il designer e premio Oscar Mark Coulier che riesce a dare l’effetto di rigidità innaturale eppure umana del burattino in maniera semplice e decisamente efficace. Gli effetti grafici sono stai curati dallo studio One of Us e Chromatica: il lavoro di questi artisti, oltre alla stupenda color correction si esalta in alcuni momenti della narrazione come il mutamento in asini di Pinocchio e Lucignolo. Una trasformazione che racchiude magicamente e teneramente il dolore della metamorfosi con catartica dovizia di particolari, strizzando l’occhio con malizia alla trasformazione in licantropo del memorabile Un lupo mannaro americano a Londra (John Landis, 1981).

Realizzare un prodotto originale e innovativo era davvero complicato, ma Garrone racconta le avventure di Pinocchio in una chiave del tutto personale attraverso una leggera sfumatura dark e alcune sequenze inquietanti e grottesche.
Il regista del film Gomorra, partendo dal televisivo Le Avventure di Pinocchio di Luigi Comencini, si allontana pian piano dallo sceneggiato Rai del 1972 facendo ricorso ad una cura quasi maniacale nella ricostruzione delle scene e degli ambienti (un po’ come Garrone aveva fatto ne Il Racconto dei Racconti) e offre un spaccato della vita di Geppetto quasi neorealista, mostrando senza pregiudizi la dignità della povertà e il gioire per le piccolissime cose.

Come ne Il racconto dei racconti, Garrone fa ricorso alla storia dell’arte per l’ispirazione cromatica. Questa volta vengono in mente i Macchiaioli per la trattazione del colore. È evidente anche il rimando alle tavole di Enrico Mazzanti (il primo illustratore del libro di Collodi) e tenta di fonderle con il gusto grottesco di Bosh (per quanto riguarda la Balena o il Grillo Parlante), regalando a noi spettatori inquadrature e sequenze meravigliose e assolutamente perfette nella composizione visiva.

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Purtroppo però Pinocchio di Matteo Garrone, si ferma un po’ troppo in superficie. Nonostante la favola originale di Collodi sia ripresa il più possibile in maniera fedele, talvolta anche nelle battute, la regia sembra distaccata e il film, di conseguenza, può risultare sì curassimo sotto ogni punto di vita, ma nel complesso un po’ freddo, e senza quel respiro che permette di empatizzare con i personaggi.

Pinocchio di Matteo Garrone è una operazione enorme che esalta le doti del regista di Dogman. Sicuramente interessante dal punto di vista artistico e visivo, anche se alla fine del film non si ha l’impressione di trovarsi davanti a qualcosa di puramente memorabile. Forse è un prodotto cinematografico che punta a fare breccia nel cuore degli adulti, riuscendoci. Rimane in sospeso il mondo dei bambini ai quali Collodi destinava l’esistenza letteraria del suo burattino.

Scheda film

Pinocchio


Regia:
  • Matteo Garrone

Interpreti:
  • Roberto Benigni
  • Federico Ielapi
  • Rocco Papaleo
  • Massimo Ceccarini
  • Marine Vacth
  • Gigi Proietti
Distribuzione: 01 Distribution
Durata: 125 minuti min
Premiere: 19 dicembre 2019

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