È difficile fare una recensione no-spoiler di Spider-man No Way Home, perché il film di Jon Watts è densissimo di eventi interessanti. Non costituisce spoiler dire che dura quasi due ore e mezzo, mentre i precedenti avevano una runtime media di 129 minuti. Che il film sia attesissimo lo abbiamo capito dal successo di prevendite che non si era mai visto prima.
Dal 15 dicembre 2021 sarà in tutti i cinema.

Spider-man No Way Home: trama no spoiler

Nella scena post credit di Spider-man Far For Home (2019), Mysterio (Jake Gyllenhaal) aveva realizzato un video in cui accusava Spider-man di essere il responsabile sia della sua morte sia degli attentati a Londra, provocati dai droni con tecnologia Stark. John Jonah Jameson (J. K. Simmons) quindi aveva diffuso il filmato per screditare Spider-man e annunciare al mondo la sua vera identità.

La vita di Peter Parker (Tom Holland) cambia radicalmente.
L’uomo-ragno vive una dimensione emotiva del tutto nuova e inedita al cinema in cui si la sua doppia vita entra in conflitto con la quotidianità, mettendo in pericolo affetti personali e sé stesso. L’unica via per preservare la sua identità è di chiedere aiuto al Dottor Strange (Benedict Cumberbatch). L’incantesimo dello stregone da un lato potrebbe ripristinare il segreto, ma dall’altro comprometterebbe per sempre l’esistenza normale di Peter.

Il risultato è l’apertura di uno squarcio che rivela l’esistenza del Multiverso, cioè una moltiplicazione di realtà praticabili. Saltano fuori i più potenti nemici mai affrontati da uno Spider-man in qualsiasi universo. Lo scontro è epico e cambia per sempre le sorti di Peter e del Multiverso stesso.

Spide-man No Way Home: recensione

Spider-man No Way Home è incredibilmente avvincente e lo spettatore resta incollato alla poltrona.
Gli scontri sono maestosi e difficili da dimenticare così come lo sono i colpi di scena che, per comicità e/o drammaticità, rimarranno impressi per sempre.
Tanto digitale, molti effetti speciali e numerosi plot twist per un film che, grazie a ciò, riesce a non far pesare il suo importante minutaggio (2h 28m).

Il nuovo universo produttivo della MCU (Marvel Cinematic Universe) si declina ancora in uno scenario narrativo che ha il potenziale per tendere all’infinito. Questo assetto di realizzazione cinematografica sembra voler mettere d’accordo i fan di ogni generazione, regalando loro una fitta trama di intrecci e di relazioni tra i personaggi.
Una ragnatela situazionale studiatissima, meditata e perfetta nel rievocare dolci ricordi agli appassionati del più famoso “supereroe di quartiere”.

Nonostante la resa visiva esasperata ed eloquente, unita alla grande attesa per il film e ai rivolgimenti di trama totalmente inaspettati, quello che resta più impresso di questo terzo capitolo dello Spider-man con Tom Holland è il legame profondo con la vita normale e i problemi della quotidianità.
Quando la dimensione quotidiana della vita di Peter viene squarciata, scopriamo la vera essenza drammatica di un supereroe adolescente, in fondo lo stesso nucleo originale su cui nel lontano 1962 Stan Lee e Jack Kirby avevano basato il fumetto che sconvolse e cambiò per sempre l’editoria paraletteraria.