Spirits in the forest è la nuova creazione di Anton Corbijn, il regista olandese che ha rivoluzionato l’immagine di tantissimi artisti internazionali, compresi i Depeche Mode. Ed è proprio di loro che si parla in questo racconto-concerto.
Sei fans (o meglio Devoti, nome ufficiale degli appassionati della band britannica) raccontano le loro vite e le loro storie in un fitto intreccio di coraggio, forza, passione, grinta e di amore per la musica.
Sembra che siano solo una manciata le riprese della band in azione sul palco, poche immagini rubate alla sensualità di Dave Gahan, poche rapide occhiate alla tranquillità di Martin Gore e pochi zoom sulle coreografie di Andy Fletcher (amatissime dai fans), ma si vede di loro molto più di quanto si possa immaginare.

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Spirit in the forest: è l’anima dei Depeche Mode che viene fuori dai cuori dei 6 intervistati

Spirits in the forest è molto più della storia di un live show, è la rappresentazione di ciò che la musica può significare nella vita di ogni essere umano, di quanto una band possa rappresentare lo slancio per trovare la forza e andare avanti.
Liz (fan americana dei Depeche) parla di come ha superato il cancro anche grazie alla musica. Daniel (di Berlino) racconta di come ha trovato il coraggio di confessare ai genitori la propria omosessualità, perché grazie alla musica ha capito di poter essere ciò che desidera.
Carine (fan francese) invece aveva dimenticato tutto dopo un tragico incidente, anche gli affetti più cari, ma non quelle note familiari che suonavano nella musica dei Depeche Mode.
L’empatia con i sei personaggi speciali sorge spontanea durante la visione.
Sei Devoti coraggiosi che hanno attraversato una selva oscura –la “forest” del titolo del film– per ritrovare la luce e riprendersi la propria vita.
Uno spirit in the forest non è semplicemente chi ha attraversato il bosco che circonda la Waldbühne (anfiteatro berlinese da cui provengono le riprese del live) il 23 e 25 luglio del 2018, ma è qualcuno che, grazie allo sconfinato potere della musica, ha avuto la forza di uscire fuori dalle avversità.

Ogni fan dei Depeche Mode che ha trovato un appiglio, un sostegno, nella loro musica è uno spirit in the forest(e lo sono anch’io).
Forse qualcuno metterà a confronto questo film con 101 (chi conosce i Depeche Mode avrà bene in mente di cosa sto parlando), tuttavia la differenza con il documentario del 1989, basato sul live show a Pasadena e sulle riprese dei fan, è nettissima.
Spirits in the forest di Anton Corbijn è decisamente più in linea con quell’aura sacrale che si è creata attorno ai Depeche Mode dall’album Songs Of Faith and Devotion in poi, e molto meno con quel senso da popstars anni ‘80 che viene fuori dai bianchi pantaloni di Dave Gahan sul palco californiano di 101.

Spirits in the forest: recensione

È un live show maturo, un documentario intenso e profondo. Come quello che i Depeche Mode sono oggi. Un lavoro decisamente rispondente alla attuale natura della band.

In molti aspettavano il classico spettacolo dal vivo portato sul grande schermo, ma forse stavolta c’è qualcosa in più, qualcosa che si fa guardare con un piacere diverso. L’adrenalina del concerto passa in secondo piano, ma esplode il dietro le quinte dei Devoti, di cui i sei personaggi si sono fatti ambasciatori… raccontandosi nell’intimità del quotidiano.

La firma di Anton Corbijn è inconfondibile, dal taglio delle immagini e alle inquadrature. Quel suo stile soffuso e avvolgente che trasporta come in un mondo onirico sia lo spettatore che il soggetto, quella sensazione meditativa che fuoriesce anche nelle scene più adrenaliniche.

I campi lunghi e i cambi di scena alla Personal Jesus (Corbijn è anche il regista del video clip) durante l’intervista ad Indra (fan dalla Mongolia), i primi piani e gli zoom sui dettagli per rendere ancor più vivi i racconti e ogni altro aspetto di Spirit in the forest è teso a rendere l’idea di un documentario fatto davvero dal punto di vista dei fans e per i fans.

Anche le riprese durante il live sembrano molto vicine al punto di vista dello spettatore (sullo stile degli ultimi lavori che Corbijn ha realizzato per i Depeche Mode) e ci proiettano nella dimensione del concerto senza creare brusche fratture.

La scelta di mescolare la musica al racconto, con una evidente congruenza tematica, ha reso il lavoro fluido e organico aumentandone la godibilità. Anton è il fotografo e regista della musica e dei musicisti di tutto il mondo e degli amanti della musica di tutto il mondo. E come al solito si tratta di un lavoro ben riuscito.

Spirits in the forest un film dei Depeche Mode: al cinema il 21 e 22 Novembre 2019

 

# Il racconto personale di uno spirit in the forest #

Non posso proprio evitare di dire qualcosa sulla personale esperienza di spirit in the forest. Non ho mai mollato un solo attimo, grazie alla musica dei Depeche Mode (e non posso non sentirmi coinvolta). A entrambe le date berlinesi del Global Spirit Tour ero presente.
Ed è qui che avviene il passaggio in prima persona. Anni di smarrimento, strapiombi oscuri, cupa depressione, sparivano all’ascolto di Violator. L’insonnia e gli attacchi di panico sedati alla prima nota di Waiting For The Night che, ancora oggi, è la mia medicina preferita contro ogni malessere.
Una passione, la mia, iniziata a 17 anni. Stregata da quei suoni così unici e da quelle parole che mi facevano sentire compresa. Oggi a 33 anni compiuti, so che questo legame non si spezzerà mai e che assieme alla loro musica troverò sempre la forza di affrontare ogni cosa.
La solitudine riempita da altre persone come me con cui potevo condividere quell’amore unico e particolare per i Depeche Mode. Sono diventati i miei più cari amici e il supporto di cui avevo sempre sentito il bisogno.
Assieme a queste persone speciali (le mie amate amiche e Devoted) ho seguito i Depeche Mode in giro per l’Europa assistendo a moltissimi (davvero tanti) show e conoscendo storie di persone da tutto il mondo.
Ho visto tanta bellezza in grado di curare ogni male. Forse è proprio questo che Anton Corbijn ha cercato di dire con il suo documentario.
Da qualunque parte del mondo tu venga, qualunque sia la tua storia, pena o paura, esiste un modo per uscire, esiste qualcuno come te.
I sei fans del documentario sono la prova tangibile.
Nella vita può accadere di tutto e tutti possono abbandonarti o ferirti, ma la musica non può. Lei sarà sempre con te in ogni attimo per offrirti una parola di comprensione, a darti la forza di combattere e reagire.
Chi ama i Depeche Mode lo sa, e chi li ha visti almeno una volta nella vita non si toglierà mai dagli occhi la meraviglia, né dalla pelle i brividi, né dall’anima la sensazione di aver partecipato a qualcosa di molto di più di uno show.

Scheda film

Spirits in the forest


Regia:
  • Anton Corbijn

Interpreti:
  • Depeche Mode
  • Indra Amarjagal
  • Daniel Cassus
  • Liz Dwyer
  • Cristian Flueraru
  • Carine Puzenat
  • Dicken Schrader
  • Korben Schrader
  • Milah Schrader

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