Siamo quasi a settembre, tempo di ritornare sui banchi di scuola per i più giovani. Per rimanere in tema, il 23 agosto è tornato con i nuovi episodi il primo vero teen drama di Netflix, Tredici – 13 Reasons Why, tratto dall’omonimo romanzo di Jay Asher, che affronta tra i tanti i temi del suicidio e del bullismo giovanile. Per l’occasione abbiamo pensato di raccontarvi 13 cose che potreste non sapere sulla serie, tornata con la terza stagione in cui si è evoluto il mistero di fondo e sono state trattate nuove tematiche come l’autoerotismo, l’accettazione del corpo maschile e l’omosessualità tra gli atleti.

Katherine Langford (Hannah) e Alisha Boe (Jessica) in “Tredici”

1. I colloqui ora si fanno via Skype

Katherine Langford è stata scelta per interpretare la protagonista Hannah Baker – il cui suicidio dà il via alla storia attraverso 13 cassette in cui racconta altrettanti motivi per i quali si è tolta la vita – tramite un colloquio via Skype. Ed è successo tutto molto in fretta, tanto che aveva solo 10 giorni di tempo per farsi fare un permesso di soggiorno per gli Stati Uniti, per l’inizio delle riprese, essendo lei australiana e questo il suo primo ruolo importante oltreoceano.

2. Vorrei interpretare qualcun altro

La Langford ha fatto l’audizione anche per interpretare Jessica, ruolo poi andato a Alisha Boe. Non l’unico recast, come spesso capita nelle serie tv: Brandon Larracuente (Jeff Atkins) ha fatto il provino anche per la parte di Justin Foley, ruolo poi andato ad un altro Brandon, Flynn. Ross Butler, invece, che interpreta Zach Dempsey, ha lasciato il ruolo di Reggie Mantle in Riverdale di The CW dopo una sola stagione per poter continuare a girare 13 Reasons Why.

3. In balia delle emozioni

Dei cani guida sono stati portati sul set per aiutare i giovani attori a entrare in contatto con le difficili emozioni di ciò che stavano raccontando. L’escamotage ha aiutato molto, a detta di Dylan Minnette (che interpreta Clay, attraverso gli occhi del quale vediamo la storia all’inizio).

4. Musica per i miei occhi

Sempre Minnette, frontman della band The Wallows, ha aiutato a scegliere la colonna sonora (sempre molto attenta) del serial, grazie alla collaborazione del creatore Brian Yorkey. “Ci sono così tanti artisti nella soundtrack che ammiro. La stanza di Clay è piena di poster delle mie band preferite, come gli Arcade Fire, Bon Iver, The Cure, The Shins. Volevo assicurarmi che fossero le band che avrebbe ascoltato Clay, più che io stesso”.

Alex (Miles Heizer), Hannah e Jessica da “Monet”

5. Poster fantastici e dove trovarli

A proposito di poster, Clay e Hannah hanno lo stessa identica locandina nella propria camera, sul tour degli Arcade Fire “Reflektor”. Un altro fatto curioso: al Café Monet, luogo di ritrovo di Hannah, Alex e Jessica inizialmente, i tre parlano di un poster sulla parete che sembra un uomo sanguinante. Una delle canzoni della band di Minnette si intitola proprio ‘Bleeding Man’.

6. Dalla pagina allo schermo… e viceversa

Nel romanzo di Asher, Hannah si suicida con un’overdose di pillole mentre nel serial si taglia le vene, e questa è stata una scelta precisa di Yorkey perché voleva che fosse una scena non gratuita, ma dolorosa da guardare, per far capire ai giovani spettatori che non c’è nulla di positivo nel suicidio. Fatto curioso, la sequenza è stata edulcorata da Netflix proprio in occasione dell’arrivo della terza stagione, pare poiché la serie avesse aumentato il numero di suicidi tra i ragazzi negli Usa dopo la visione. La sequenza, che nei due anni precedenti è stata comunque vista, è molto toccante, dolorosa e delicata. Non è l’unica differenza con il materiale cartaceo di partenza comunque. Nel libro i genitori hanno poca importanza e presenza, quindi non vi è nessuna causa contro la scuola come avviene invece nella stagione 2 da parte di Olivia Baker (Kate Walsh), una scelta creativa che ha portato a galla molti altri temi attuali. Inoltre Hannah originariamente nel libro doveva sopravvivere, grazie ad una lavanda gastrica in ospedale portata d’urgenza dai genitori; Asher pensò che la scelta di farla morire fosse più azzeccata per il messaggio che voleva mandare.

7. In principio fu… un film

Tredici sarebbe dovuto essere originariamente un film per la Universal, che aveva comprato i diritti del romanzo nel 2011, con protagonista Selena Gomez. Quando il progetto si è trasformato in serie per Netflix nel 2015, la giovane cantante e attrice è rimasta come produttrice esecutiva del telefilm, ma ha preferito lasciare che un’altra interpretasse la protagonista in modo che gli spettatori potessero maggiormente identificarsi in lei.

8. Guida galattica per Navarro

Chris Navarro, che interpreta Tony Padilla, ha dovuto imparare a guidare per il ruolo, fatto curioso dato che nella storia lavora all’officina di famiglia e ha una Ford Mustang rossa molto appariscente.

Chris Navarro (Tony) e la sua Ford Mustang in “Tredici”

9. La verità è visibile agli occhi

C’è una chiara differenza visiva fra le scene prima e dopo la morte di Hannah. La palette di colori utilizzata dalla fotografia e dalle riprese prima è molto più vivace e colorata, mentre il “dopo” è maggiormente scuro e cupo, sui toni del blu e grigio. Inoltre c’è un altro trucco per identificare i flashback dalle scene del presente: le cicatrici e simili derivate dagli “incidenti” che capitano ai protagonisti, Clay in primis, un espediente utilizzato anche nella terza stagione per esempio con le stampelle di Zach.

10. Un tattoo per dire “non mollare”

La Gomez, Tommy Dorfman (Ryan) e Alisha Boe (Jessica) si sono tatuati lo stesso simbolo durante le riprese. Come ha scritto Dorfman sul proprio profilo Instagram: “Oggi è stato un giorno magico. Un altro per cui essere grati di essere vivi. Alisha, Selena e io siamo andati a farci lo stesso tatuaggio, il simbolo della fine di un pensiero e l’inizio di un altro. Invece di un periodo, gli autori usano la semicolonna per continuare una frase. Per noi, significa l’inizio di un nuovo capitolo nella nostra vita, invece di porle fine. Ho sofferto di dipendenza e depressione quando andavo al liceo e all’inizio dell’università, ho chiesto aiuto ma non credevo avrei superato i 21 anni. Oggi sono grato di essere vivo, in questo capitolo della mia vita in cui insieme a colleghi e amici faccio arte che magari può aiutare gli altri. Se stai soffrendo parlane con qualcuno, chiedi aiuti, inizia un nuovo capitolo della tua vita con il supporto degli altri. Riposa in pace Amy Bleul, che iniziò il movimento delle semicolonne”.

11. Lo hai letto Tredici?

Dylan Minnette non ha letto il romanzo di partenza per non confondere i due personaggi, il Clay del libro e quello della serie tv. Ed è stato accidentalmente catturato da Google Maps mentre stavano girando la prima stagione!

12. Smalto senza fine

Hannah usa uno specifico smalto per le unghie per scrivere sulle cassette, un fatto che ritorna in altre occasioni. Il colore si chiama Endless Blue della Sinful Colors (guarda un po’ che nome – “senza fine”, “peccaminoso”).

Sosie Bacon (Skye) in “Tredici”

13. Figli d’arte

Si è parlato tanto della presenza di Maya Hawke, la figlia di Uma Thurman e Ethan Hawke, nella terza stagione di Stranger Things nel ruolo di Robin. Anche in Tredici c’è una figlia d’arte: Sosie Bacon, che interpreta Skye, una delle poche persone a non essere nelle cassette di Hannah che si avvicinerà a Clay, è nientemeno che la figlia di Kevin Bacon e Kyra Sedgwick (l’ex protagonista di The Closer). La giovane attrice, vista anche in altri serial, è stata Miss Golden Globe nel 2014. Non è tutto: Derek Luke, che interpreta il consulente scolastico Kevin Porter, che non riesce ad aiutare Hannah, ha interpretato un ruolo ben più eroico nel Marvel Cinematic Universe, ovvero quello di Gabe Jones, uno degli Howling Commandos, l’elite che combatte insieme a Chris Evans nel primo film dedicato a Captain America.

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