Caro Babbo Natale (che tu assomigli più al dolce Edmund Gwenn di Il miracolo della 34ª strada, al sempre cool Kurt Russel di Qualcuno salvi il Natale o, Dio non voglia, al Billy Bob Thornton di Babbo Bastardo non importa),
quest’anno tra la miriade di prodotti e offerte, che con pubblicità invadenti, algoritmi onniscienti e black friday della durata di mesi la società turbocapitalistica (cit. Fusaro) ci sparaflasha il cervello neanche fossimo in Men in Black, la scelta del regalo da scartare sotto l’albero la mattina di Natale è ancora più difficile che in passato.
Così, ho stilato una lista di 15 (-3) libri sul cinema che potrebbero soddisfare qualunque palato, convinto che tu, conoscendomi, saprai scegliere certamente il più adatto.

Tre guilty pleasure da scartare sotto l’albero

In bagno, a lungo seduti sul “Trono di Spade”, può essere noioso vagare tra i reel dei vari social network. Per qualcosa di più stimolante c’è Quiz sul cinema da risolvere mentre fai la cacca, un (già dal titolo) divertentissimo volume per scoprire quanto è approfondita la propria conoscenza della settima arte con domande che spaziano dal cinema di Alfred Hitchcock agli Oscar di Daniel Day-Lewis.

Judy Garland, l’attrice che ne Il Mago di Oz interpreta Dorothy, è la madre di una famosa attrice, quale?

Se il vecchio detto recita “un film al giorno toglie il medico di torno!” (era così?), allora il Cinecalendario di Sebastiano Barcaroli e Andrea Fiamma con le illustrazioni di Alessandro Giorgini è perfetto per accompagnare il lettore lungo l’intero anno con 365 schede, ciascuna dedicata a un film legato a quello specifico giorno, che spaziano dai capolavori hollywoodiani alle perle per cinefili.

1° gennaio? Rocky! 15 agosto? Un sacco bello!

Una citazione a effetto tratta da un buon film può donare fascino, generare ilarità o far apparire come un poser, ma in ogni caso ci sono alcuni dialoghi della storia della settima arte tanto belli da meritare di essere letti, ricordati e, per chi ha buona verve, recitati. A tal proposito, Suonala ancora, Sam. Le più belle battute del grande cinema cataloga in forma di dizionario per Bompiani proprio le più celebri battute dei film.

– Che hai fatto in tutti questi anni, Noodles?

– Sono andato a letto presto

C’era una volta in America di Sergio Leone

Tre libri per cinefili da scartare sotto l’albero

Chi ricorda più Una strana coppia di sbirri? Oppure la serie Kolchak: The night Stalker? Probabilmente in pochi, ma tra questi ce n’è uno che li tiene vividamente stretti nel suo cuore; un personaggio che, al contrario, nessuno certamente ignora: Quentin Tarantino. Infatti, con il suo Cinema Speculation, edito da La nave di Teseo, il leggendario regista ripercorre la sua vita cinefila scavando nelle immagini filmiche del passato che, come è noto, tra B-Movies e spaghetti western hanno generato il suo ricco immaginario.

Fresco di Leone d’oro e attualmente al cinema proprio con la sua premiata, ultima opera, La stanza accanto, Pedro Almodovar, regista che ha rivoluzionato i costumi in Spagna (e non solo) imponendosi come autore finanche a Hollywood, si racconta in un libro denso di episodi che illuminano l’uomo dietro la macchina da presa. Dagli anni Sessanta a oggi, si apre a una autoanalisi tra vita privata e lavorativa in cui riecheggiano le atmosfere dei suoi capolavori di celluloide.

Per chi è stato ragazzo negli anni Ottanta è stato impossibile non identificarsi, con un pizzico di reverenziale ammirazione, con Marty McFly e, di conseguenza, con Michael J. Fox, giovane attore sull’ultimo metro di una rampa di lancio che l’avrebbe consacrato a sempiterna stella hollywoodiana, tragicamente interrotto, però, dal morbo di Parkinson. Il futuro è stato bellissimo, da leggere parallelamente alla visione del nuovo documentario STILL: la storia di Michael J. Fox, è il racconto (straziante, ma non privo della sua ammirabile ironia) dell’accettazione della malattia, svestendo i panni del ragazzo del futuro e indossando quelli dell’attivista.

Quattro, tra romanzi e racconti, ambientati nel mondo del cinema da scartare sotto l’albero

Da Ray Bradbury a Ennio Flaiano, da Mario Soldati e Joyce Carol Oates fino a Richard Mateson e Angelo Fiori, tutti uniti per narrare quel magico spazio, fantasmatico limes tra la realtà e i sogni (o gli incubi), che è la sala cinematografica con tutto il mondo che gravita attorno a essa. A cura di Emiliano Morreale e Mariapia Pierini, Racconti di cinema è una raccolta di novelle di autorevolissimi scrittori imperdibili per qualsiasi appassionato.

Scritto dall’argentino José Pablo Feinmann, Cinebrivido è un romanzo per gli amanti delle emozioni forti, un thriller nel quale Fernando Castelli, cinefilo tuttofare, vuole dare una svolta alla propria vita vendendo a una società di produzione hollywoodiana un’incredibile storia vera da cui trarre un nuovo film. Per raggiungere il suo obiettivo, però, il protagonista è pronto a tutto.

Charles Bukowski, sembra paradossale doverlo precisare, non è solo il nome dietro a tante citazioni con cui fashion blogger dell’ultima ora corredano le proprie foto, ma (ovviamente) è soprattutto il grande scrittore e poeta di origini tedesche che, avendo vissuto una vita a Los Angeles, dedica uno strepitoso romanzo proprio al suo quartiere più glamour. Hollywood, Hollywood!, infatti, rielabora attraverso l’alter ego Henry Chinaski l’esperienza che lo stesso Bukowski ha vissuto durante la lavorazione per la sceneggiatura di Barfly, film del 1987 diretto da Barbet Schroeder in cui il poeta compare anche in un cameo.

Altro cortocircuito intermediale è quello del romanzo incompiuto di Francis Scott Fitzgerald, Gli ultimi fuochi. Anche noto con la nuova traduzione dal titolo L’amore dell’ultimo milionario, la turbolente ascesa di Monroe Stahl e la sua rivalità con Pau Brady, modellati rispettivamente sulle figure dei produttori Irving Thalberg e il dispotico capo della MGM, Louis B. Mayer, è stata poi anche adattata per il grande schermo dall’omonimo film di Elia Kazan, con Robert De Niro nei panni del protagonista.

Due saggi di cinema per cultori da scartare sotto l’albero

Il giovane critico cinematografico Emanuele Di Nicola in Nuovo cinema horror sonda il polso di una rinnovata filmografia horror, incredibilmente rinvigorita nel nuovo millennio. In poco più di centocinquanta pagine densissime, difatti, l’autore compie una mappatura articolata dei nuovi maestri dell’orrore (il trittico delle meraviglie: Eggers, Peele e Aster; ma anche la Ducournau e Ti West, ad esempio), le loro opere più celebri (da It Follows a The Witch, passando per Old e Titane), arrivando, infine, a tracciare delle coordinate generali sulle paure della società contemporanea (apocalisse climatica e Covid compresi).

Nuovamente per i tipi di Mimesis è edita, invece, la nuova edizione di I mondi di Miyazaki, curatela dedicata al mi(s)tico autore giapponese fondatore dello Studio Ghibli. Con l’aggiunta di un saggio che approfondisce esteticamente e produttivamente la sua ultima, decennale fatica, quella de Il ragazzo e l’airone, il volume si conforma definitivamente come più efficace strumento per approfondire i complessi universi del maestro attraverso le analisi accademiche di studiosi ed esperti di animazione e di cinema giapponese.

(-) Tre “enciclopedie” filmiche da scartare sotto l’albero

Di enciclopedie, dizionari e classifiche che con stellette e pallini, pomodori andati a male o pollici in sù etichettano i film, ne è pieno ogni angolo della nostra società sempre più affetta dal deficit dell’attenzione. Per questo, anche volumi storicamente autorevoli come il dizionario Mereghetti (giunto all’edizione del trentennale) e il Morandini o la raccolta 100 All-time favorite movies of the 20th Century della bella casa editrice Taschen sono spesso strumenti fraintesi, reputati dispensatori di verità numeriche inscalfibili a cui, certamente, non trova però corrispondenza la complessità dell’arte filmica. Per questo tali volumi sono si compresi in questa lista, se consultati con una certa consapevolezza dei limiti e con una curiosità giocosa tesa a esplorare le varie filmografie, no (e dunque -3 titoli) se, invece, si pensa di avere tra le mani le tavole dei Dieci comandamenti.

Scusa se mi sono dilungato troppo, ma spero di essere stato esaustivo. Ora la scelta sta a te, Babbo!