Il film d’arti marziali, genere che nasce dal concetto di wǔxiá (termine cinese che sta ad indicare la figura dell’“eroe marziale”) ha guadagnato molta popolarità a partire dagli anni ’70. Grazie ai fratelli Shaw, i quali produssero una serie di film d’arti marziali con doppiaggio inglese, questo genere prese il decollo, attirando così l’attenzione del cinema occidentale.

Se poi negli anni ’80 il genere ha spopolato, in buona parte lo dobbiamo a un signore chiamato Bruce Lee, capace di donare lustro e fascino ad un movimento culturale senza precedenti, che avrebbe ispirato la nascita di figure che tutt’oggi amiamo, come Jackie Chan. Mentre il sottogenere dei film d’arti marziali ha visto la sua prima ondata durante l’era di Bruce Lee, un suo secondo ritorno in voga ha preso piede negli anni ’90.

Grazie ad artisti come Jet Li e Donnie Yen, vi è stata una pletora di film realizzati durante quel meraviglioso decennio filmico. Partendo dagli inizi per passare poi alla decade successiva, vedremo insieme i migliori film d’arti marziali anni ’80 e ’90.

L’ultimo drago (1985)

La commedia action diretta da Michael Shultz L’ultimo dragone, in modo molto originale, dà una svolta ampia al cinema di genere, apportando delle modifiche al tipico prodotto in stile Bruce Lee. È la storia di un giovane di New York di nome Leroy, il quale è alla ricerca di un maestro in grado d’insegnarli al meglio le arti marziali, noto come “The Glow”. Al contempo, un altro maestro di nome Sho’nuff vede Leroy come una sfida personale, la possibilità di diventare così l’unico e vero maestro.

Questo film si colloca alla fine della parentesi “Blaxploitation”, a ridosso degli anni ’80, e pur essendo stato aspramente bocciato dalla critica, ha rappresentato un successo inossidabile al botteghino. L’ultimo dragone inoltre vantava costumi sgargianti e personaggi memorabili, nonché una colonna sonora ben studiata, con la sua “Rhythm Of The Night” di DeBarge in terza posizione sulla classifica Billboards Hot 100 nel 1985.

Police Story (1985)

Anche se il focus di Police Story è più centrato sul crime e sul thriller piuttosto che sulle arti marziali, la bravura di Jackie Chan nel mischiare i generi, contaminandoli con quei combattimenti che tanto gli stanno a cuore, è innegabile. Non solo in questo film l’azione è incredibile, ma vi sono esplosioni degne del buon Michael Bay.

Police Story segue Chan Ka Kui, un poliziotto di Hong Kong che deve riabilitare il suo nome dopo esser stato incastrato per l’omicidio di un ufficiale corrotto. Chan ha vinto il suo unico Hong Kong Academy Best Picture Award con questa pellicola, che rimane tutt’oggi la sua preferita. Al primo capitolo sono seguiti ben cinque sequel, la maggior parte con Jackie Chan come protagonista, ispirando numerosi action americani come Tango and Cash e Rapid Fire.

Bloodsport (1988)

Miglior film di genere del vasto catalogo di Jean-Claude Van Damme, Bloodsport segue Frank Dux, un poliziotto americano addestrato nelle arti marziali che decide di prendere arte ad un torneo illegale di combattimento di Hong Kong noto come Kumite. Il cast è pieno di personaggi memorabili, interpretati da Donald Gibb, Forest Whitaker e Bolo Yeung.

Proprio quest’ultimo interpreta senza ombra di dubbio uno dei villain più interessanti degli anni ’80. Anche se Bloodsport è stato accolto negativamente dalla critica, il film ha riscosso degli incassi strepitosi, con quasi più di 50 milioni al botteghino al fronte dei 2,3 milioni spesi in produzione. Al primo capitolo hanno fatto seguito tre sequel nel corso del 1990.

Grosso guaio a Chinatown (1986)

Il maestro dell’orrore John Carpenter, durante una delle sue pause da storie spettrali, nel 1986 portò sul grande schermo una delle commedie più grandi di tutti i tempi, che caso vuole sia un film d’arti marziali in piena regola. Kurt Russell ruba la scena nei panni del camionista Jack Burton, il quale deve aiutare il suo amico Wang Chi a riconquistare l’amore della sua vita e toglierlo dalle grinfie del malvagio stregone David Lo Pan.

Grosso guaio a Chinatown esprime un livello eccezionale di qualità sia nel campo della commedia che in quello delle arti marziali, con in incredibili battaglie tra ninja e “le tre bufere”, capaci di manipolare il tempo grazie ai loro poteri. Ci sono creature raccapriccianti, magia fantastica e coreografie ben studiate lungo tutto il minutaggio della pellicola, così da regalarci momenti indimenticabili.

The Karate Kid (1984)

Indimenticabile per chiunque sia nato negli anni ‘90 e non solo, The Karate Kid comprende dentro sé tutto il necessario per essere un eccellente film “a tutto tondo”. La profondità emotiva, le tematiche trattate e i personaggi ben caratterizzati contribuiscono a create una buona struttura, ma il tutto viene elevato dalla componente action, che in questo caso è d’ottima fattura.

L’applicazione delle arti marziali non si riducono al mero scontro fisico, ma vengono inglobate ragioni più intime, legate alla sfera emotiva ed etica. The Karate Kid prende le migliori componenti di una commedia emotiva e le fonde con le migliori della classica storia sportiva con lieto fine. La pellicola ebbe così tanto successo che Pat Morita ottenne una candidatura agli Oscar come miglior attore non protagonista.

Wing Chun (1994)

Con la tanto acclamata Michelle Yeoh e la leggenda delle arti marziali Donnie Yen, Wing Chun segue Yip Wing Chun, un talentuoso allievo di kung fu che segue la via della guerra non appena dei banditi rapiscono la sua migliore amica.

Basato sull’omonima arte marziale inventata dalla badessa Ng Mui, Wing Chun è uno dei pochi film del genere a focalizzarsi su una variante del combattimento d’origine prettamente femminile. Per quanto lungo la storia vi sia un sottotesto di critica sociale verso il maltrattamento delle donne, il film non risparmia momenti di spensieratezza ed ilarità.

Once Upon a Time in China (1991)

Once Upon a Time in China è un franchise storico del cinema d’arti marziali, il quale conta sei capitoli tra il 1991 ed il 1997, senza contare un’omonima serie tv prequel della storia principale. Jet Li interpreta la parte di Wong Fei Hung, un insegnante d’arti marziali che deve proteggere la sua scuola, intento a combattere i suoi sentimenti contrastanti indirizzati alla sua zia adottiva.

Campione d’incassi, Once Upon a Time in China rimase per due mesi filati nelle sale. Il film è stato nominato per ben otto Hong Kong Film Awards, portandosi a casa quello per miglior regista, miglior montaggio, miglior coreografia d’azione e miglior colonna sonora originale.

Drunken Master II (1994)

Sequel dell’originale Drunken Master, questo film di Jackie Chan è ricolmo di sequenze d’azione ben coreografate, senza sacrificare l’aspetto comedy generale. Mentre questo leggendario “Drunken Master” (letteralmente, “maestro ubriacone”) Wong Fei-Hung devasta i suoi nemici con il potere di un goccio d’alcol, riesce non solo a sferrare colpi potenti e letali, ma anche a farti sbellicale dalle risate.

Questo film ha stabilito un nuovo record al botteghino con più di 40 milioni di HK (l’equivalente di circa 5 milioni di dollari). Applaudito da pubblico e critica, è stato nominato agli Hong Kong Film Award ed ai Golden Horse Award, suscitando particolare interesse per le sue coreografie d’azione.

Iron Monkey (1993)

Con protagonista Donnie Yen, prima che diventasse noto per il suo franchise Ip Man, veste i penni della “Iron Monkey”, un eroe mascherato in un mondo dove regna corruzione ed omertà. Mentre nessuno è a conoscenza della sua vera identità, egli porta speranza ai bambini ed agli oppressi, senza mai chiedere nulla in cambio, guadagnandosi così la fama di una leggenda vivente.

Un remake dell’originale Iron Monkey uscito nel 1977, il film è stato molto acclamato per il tatto con cui ha raccontato la sofferenza di un popolo in difficoltà. Detto ciò, molti fan del cinema di Hong Kong hanno storto il naso vedendo alla sua trasposizione nei cinema americana, rimaneggiata e spogliata del contesto politico e d’intere scene, solo per soddisfare il pubblico americano interessato al semplice intrattenimento senza impegno.

Fist of Legend (1994)

Fist of Legend, con protagonista il leggendario Jet Li, è un remake del film Dalla Cina con furore di Bruce Lee, ambientato durante l’inizio del secondo conflitto mondiale. Il film è considerato ad oggi uno dei film di maggior successo di Li, capace di lasciare un forte impatto su registi e cineasti al livello internazionale, portando perfino le sorelle Wachowskis a scritturare il coreografo Yuen Woo-ping per il loro capolavoro Matrix. Nel 2010, Gordon Chan e Andrew Lau hanno prodotto un sequel intitolato Legend of the Fist: The Return of Chen Zhen con protagonista Donnie Yen.