Cinecittà: nell’immaginario collettivo la fabbrica dei sogni italiana. La “casa” di Federico Fellini che nel mitico teatro di posa Teatro 5 ha girato gran parte dei suoi film; quella fabbrica che ha visto dar vita a kolossal storici da Scipione L’Africano di Carmine Gallone nel 1937, a Ben Hur con Charlton Heston impresso nella leggenda; star nazionali e straniere stregate da quel mondo “finto” ma capace di restituire la magia e la bellezza di viaggi lontani, di luoghi da sogno. Fino al cinema più recente, quello di Martin Scorsese e il suo Gangs of New York, girato interamente negli studi di Cinecittà dove fu ricostruita la New York del 1800. Fino a due anni fa, quando Quentin Tarantino, per esaltare la sua ultima fatica The Hateful Eight, fece trasformare il Teatro 5 in un’enorme sala cinematografica con un mega schermo sul quale il film venne proiettato per più di un mese in formato 70mm.

80 anni dal primo “ciak”

Cinecittà compie 80 anni e viene celebrata alla 74esima mostra Internazionale del Cinema di Venezia omaggiando proprio quel passato così grande e indimenticabile: Pillole d’Archivio, quelle dell’Istituto Luce naturalmente, proiettate prima di ogni film della selezione ufficiale della Mostra. 18 piccoli film sulla storia del cinema e d’Italia: dalle immagini dei teatri di posa diventati dormitori per gli sfollati dopo la guerra a quella dell’anima dolente e sguaiata di Roma, Anna Magnani, l’immensa Nannarella, sul set di Bellissima di Luchino Visconti nel 1951, che spiega cosa vuol dire essere attrice. C’è Federico Fellini, perso tra la nebbia, le luci e i fuochi delle sue città immaginarie sui set di Casanova e La nave va; la gigantesca balena di Le avventure di Pinocchio di Luigi Comencini mentre viene varata nella piscina di Cinecittà; Kim Novak nel 1956 sul set di Suor Letizia di Mario Camerini e Totò contro Maciste nel film di Fernando Cerchio del 1962.

Un sogno che sembra ormai sbiadito da tempo ma che si preannuncia possa ritornare al passato splendore tramite un rilancio di Cinecittà come dichiarato proprio in questi giorni al Lido da Roberto Cicutto, ad e presidente di Cinecittà Luce: “Non ci sarà solo l’investimento per i teatri di posa, ma anche politiche di prezzi speciali per le opere prime e seconde e per i film difficili, così da consentire anche ai giovani di girare negli studi. Nel backlot faremo la sperimentazione per le nuove tecnologie di riprese e gli effetti speciali. Riapriremo i laboratori di sviluppo e stampa dove faremo dei restauri partendo da negativi. Ci saranno due anni di cantiere, un periodo non di perdita ma di investimenti, e dovremmo arrivare al break even nel terzo anno.”