L’Italia, con ben 14 statuette, è il paese che ha vinto più Oscar per i film in lingua non inglese.
Prima del trionfo nel 2014 di Sorrentino e de La Grande Bellezza, i film italiani che erano riusciti ad aggiudicarsi l’Oscar sono stati ben 13. Per la precisione, dieci per la categoria del miglior film straniero e tre con premi speciali. Se si pensa che le nomination sono state in tutto 27, la media è un Oscar ogni due nomination, il che non è affatto male.

Dopo di noi c’è la Francia, che ne ha vinti 12 e ha avuto 36 nomination, con una media di un Oscar ogni tre. Tutti gli altri Paesi seguono a distanza, con numeri più bassi. Vista la candidatura in questa edizione dei Premi Oscar di Laura Pausini per la sua Io sì (Seen), colonna sonora del film La vita davanti a sé, oggi ripercorreremo assieme tutti i successi italiani agli Oscar, facendo un tuffo nel passato.

Sciuscià di Vittorio De Sica (1947)

Ufficialmente ancora chiamato “Oscar onorario”, quello a Sciuscià è il primo Oscar al miglior film straniero della storia. Parliamo di quello che è considerato uno dei capolavori di Vittorio De Sica, nonché un caposaldo del neorealismo. Il termine “sciuscià” è d’origine napoletana (derivato però dall’americano “shoe-shine”), e sta ad indicare i ragazzini lustrascarpe che si guadagnano qualche spicciolo in strada. La storia racconta la dura lotta per la sopravvivenza di due bambini nell’immediato dopoguerra italiano.

Ladri di biciclette di Vittorio De Sica (1950)

Altro film centrale nella corrente neorealista, Ladri di biciclette racconta la tragica storia di Antonio, un uomo disoccupato la cui vita cambia profondamente con il furto di una bicicletta, e del figlio Bruno. È tratto dall’omonimo romanzo di Luigi Bartolini, sebbene si tratti di un soggetto originale di Cesare Zavattini. Ad oggi è considerato un classico del cinema di tutti i tempi.

Le mura di Malapaga di René Clémen (1951)

Produzione franco-italiana, ci racconta la storia di Pierre che, dopo aver ucciso la sua amante, parte fuggendo a bordo di una nave diretta a Genova. Una volta giunto nel capoluogo ligure incontra Cecchina, una giovane che lo introduce a sua madre Marta. Inaspettatamente, quest’ultima e Pierre s’innamorano, lasciandosi tra le brezza di una storia rocambolesca dove il tempo a disposizione diventa sempre meno.

La strada di Federico Fellini (1957)

L’opera di Federico Fellini venne candidata in numerose categorie, tra le quali la miglior sceneggiatura, ma concluse il suo percorso internazionale vincendo solo l’Oscar al miglior film straniero.

La strada racconta la commovente parabola di Gelsomina, venduta come aiutante a Zampanò, un circense viaggiatore. Nonostante l’enorme notorietà che il film raccolse, Fellini andò incontro a molte difficoltà prima di realizzare il film. Venne infatti rifiutato da svariati produttori ai quali lo propose, ritenuto di scarso appeal commerciale.

Le notti di Cabiria di Federico Fellini (1958)

Cabiria è una prostituta che, dopo essere stata derubata e lasciata annegare dal suo fidanzato Giorgio, riesce per miracolo a sopravvivere all’aggressione. Dopo essersi salvata, riprende in mano la sua vita con ottimismo, facendo del suo meglio per trovare la felicità in un mondo cinico. Facendo breccia nel cuore dell’Academy con questa pellicola, Fellini ottiene il secondo Oscar nel giro di due anni. Anche in questo caso il film venne ostacolato in modo pesante, stavolta per volere della Chiesa che inizialmente ne censurò sette minuti. Bisognerà aspettare la versione integrale quarant’anni dopo per godere dell’opera nella sua integrità.

La ciociara di Vittorio De Sica e La dolce vita di Federico Fellini  (1960)

Nell’edizione del 1962 degli Oscar, l’Italia può festeggiare una doppia vittoria di livello. Sophia Loren domina nella sua categoria vincendo l’Oscar alla miglior attrice protagonista per il film La ciociara, di Vittorio De Sica. Anche La dolce vitaregala soddisfazioni, con la vittoria di Pietro Gherardi per i migliori costumi in un film in bianco e nero. La storia è ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale e vede protagonista Cesiria, la quale si rifugia con la figlia nel paese natale per sfuggire ai rastrellamenti, innamorandosi di Michele, un giovane intellettuale antifascista.

di Federico Fellini (1964)

Senza alcun dubbio uno dei capolavori più apprezzati di Fellini, nonché una delle più migliori pellicole cinematografiche di tutti i tempi. trionfa agli Oscar, vincendo ben due statuette. Oltre al prevedibile Oscar per il miglior film straniero, Pietro Gherardi riconferma il suo grande talento venendo premiato con l’Oscar per i migliori costumi in un film in bianco e nero. Nel film seguiamo i passi di un regista in crisi esistenziale, alle prese con un nuovo film. In un clima onirico e surreale, il cineasta trova rifugio nella sua immaginazione e nella sua interiorità.

Ieri, oggi, domani di Vittorio De Sica (1965)

Ancora una volta Vittorio De Sica porta a casa l’Oscar per il miglior film straniero con una pellicola ad episodi. Ieri, oggi, domani vede come protagonista Sophia Loren e Marcello Mastroianni, in una storia che prende luogo in tre città italiane (Milano, Roma e Napoli). Gli episodi sono scritti da un terzetto di scrittori illustri: Eduardo De Filippo, Alberto Moravia e Cesare Zavattini. Un omaggio alla donna e al ritratto di un’Italia che cambia di pari passo alla condizione femminile.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto di Elio Petri (1971)

Il nuovo decennio italiano si apre con un altro successo, con la vittoria di un altro Oscar al miglior film straniero. Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto, il capolavoro di Elio Preti, verrà candidato curiosamente nell’edizione successiva nella categoria della migliore sceneggiatura, senza prendersi però la vittoria. Gian Maria Volonté veste i panni di un ispettore di polizia che, convinto di essere appunto “al di sopra di ogni sospetto”, indaga su un omicidio commesso da lui stesso.

Il giardino dei Finzi Contini di Vittorio De Sica (1972)

Quarto Oscar per Vittorio De Sica, la storia racconta dell’isolamento sociale e della bella vita condotta dall’appartata famiglia israeliana Finzi Contini. Questo paradiso terrestre nella villa di Ferrara si trasforma inevitabilmente in tragedia con l’introduzione delle leggi razziali fasciste e lo scoppio della guerra. Trattasi della trasposizione cinematografica del romanzo di Giorgio Bassani. Sarà l’ultimo Oscar vinto dal regista italiano.

Amarcord di Federico Fellini (1975)

Ultimo film di Fellini a vincere l’Oscar per il miglior film straniero, consacrandolo alla quarta statuetta, andando alla pari con Vittorio De Sica. Il film è un viaggio onirico e fragile nei ricordi della giovinezza di Fellini, in una Rimini che l’ha visto nascere e crescere. Il termine “amarcord” è l’univerbazione della frase “a m’arcord”, ossia “io mi ricordo” in dialetto romagnolo.

L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci (1987)

Il soggetto trae ispirazione da Sono stato imperatore, l’autobiografia di Pu Yi, l’ultimo imperatore della Cina. Trattasi di un colossal epico-biografico di successo mondiale, segnò una svolta importante nella carriera del regista e ricevette un vasto numero di riconoscimenti, tra cui contiamo ben nove Oscar. Nella lista dei premiati risaltano Bernardo Bertolucci e Vittorio Storaro, vincitori dei premi per la migliore regia e migliore fotografia.

Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore (1990)

Tornatore porterà l’Italia di nuovo a trionfare nella categoria del miglior film straniero con Nuovo Cinema Paradiso. Nella sua versione più breve di 123 minuti, il regista è riuscito a commuovere il mondo intero raccontando la storia di Totò e del suo amore per il cinema, immersi in un oceano di nostalgia e passione per la settima arte. Una piccola curiosità è che il paesino Siciliano ritratto nel film, Giancaldo, che appare nel film, non esiste realmente ma è il nome di una montagna che sovrasta Bagheria, città natale di Tornatore.

Mediterraneo di Gabriele Salvatores (1992)

È il turno di Gabriele Salvatores, con il suo Mediterraneo, di rappresentare il nostro paese sul palco dell’Academy. Altra storia di nostalgia, che vede come protagonisti un manipolo di otto soldati del Regio Esercito Italiano nel 1941. Avendo avuto l’ordine di presidiare un’isola greca dell’Egeo, apparentemente deserta, vi rimane fino all’inverno del 1943. Con il desiderio di tornare in Italia, negli anni si accorgeranno di aver subito il fascino dell’isola che forse comincia a sembrare sempre di più una seconda casa.

La vita è bella di Roberto Benigni (1999)

Candidato sia come miglior film straniero che come miglior film dell’anno (unico caso nella storia per un film italiano), La vita è bella diventa sin da subito il capolavoro di Roberto Benigni. Oltre che l’Oscar al miglior film straniero, Nicola Piovani e Roberto Benigni vinceranno rispettivamente per la miglior colonna sonora ed il miglior attore protagonista. Una tragedia raccontata con comicità e con un’ironia che solo Benigni poteva proporre, La vita è bella rimane dopo anni uno dei film italiani più belli di sempre.

La grande bellezza di Paolo Sorrentino (2014)

Dopo ben quindici anni, Paolo Sorrentino con La grande bellezza riuscirà a portare l’Italia di nuovo alla vittoria. Ambientato in una Roma dalla bellezza eterna, è la storia di Jep Gambardella (un iconico Toni Servillo), uomo di successo annichilito da una realtà apatica tanto quanto lui. Film che ha diviso e fatto discutere, ha catturato l’amore dell’Academy garantendone il successo.

Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino (2018)

La pellicola che hanno trasformato Luca Guadagnino da regista a “maestro” agli occhi del mondo filmico. Chiamami col tuo nome riceve nomination in ben quattro categorie, ossia miglior film, miglior canzone, miglior attore protagonista e migliore sceneggiatura non originale. Quest’ultimo è l’unico Oscar che il film riesce a portarsi a casa, grazie ad una storia brillante scritta da James Ivory con la collaborazione di Lyca Guadagnino e Walter Fasano. Una favola d’amore delicata, la pellicola diventa la rampa di lancio definitiva per la carriera di Timotheé Chalamet.