Impossibile non pensare all’iconico personaggio di Ellen Ripley (e, di conseguenza, all’ottima Sigourney Weaver, su cui ci soffermeremo in seguito), ogni qualvolta venga menzionata l’ormai celeberrima saga di Alien, il cui primo capitolo (Alien, appunto) è stato diretto da Ridley Scott nell’ormai lontano 1979.

Già, perché, di fatto, la nostra Ellen, nata dalla fantasia degli sceneggiatori Dan O’Bannon e Ronald Shusett ormai più di quarantacinque ani fa, è di per sé una figura unica nel suo genere, un vero e proprio personaggio rivoluzionario, in grado di cambiare per sempre quella che era stata fino a quel momento la concezione delle eroine in ambito cinematografico e letterario. Ma come mai, dunque, Ellen Ripley ha avuto una risonanza così forte nell’immaginario collettivo (e nella storia del cinema)? Presto detto.

Inizialmente concepita come un personaggio maschile, Ellen “divenne una donna” proprio grazie al regista Ridley Scott, che, dopo aver letto la sceneggiatura di Alien, si rese conto che era perfettamente possibile cambiare il genere al personaggio senza che la storia stessa subisse particolari modifiche.

Allo stesso modo, nello sviluppare il personaggio e nel plasmare la sua personalità e il suo background è stato decisivo anche l’intervento di Sigourney Weaver, all’epoca ancora esordiente e che (a quanto pare ancora a sua insaputa) si stava preparando (basandosi sul carattere di una sua conoscenza personale) per quello che sarebbe diventato il ruolo più importante di tutta la sua carriera, che le sarebbe valso, nel 1987, addirittura una nomination al Premio Oscar alla Miglior Attrice Protagonista (per Aliens – Scontro finale, realizzato da James Cameron nel 1986).

Proprio come tutte le eroine più amate e poliedriche, anche la nostra Ellen Ripley è un personaggio estremamente umano, con i suoi numerosi punti di forza e le sue debolezze. Il coraggioso tenente, infatti, è una donna forte, leale e coraggiosa, una donna che non ha bisogno (apparentemente) di protezione alcuna da parte di ogni qualsivoglia eroe di turno, e che, nonostante sia stata a suo tempo un’impiegata della corporazione Weyland-Yutani, non esita a schierarsi successivamente contro di essa, dopo aver appreso che i suoi datori di lavoro avevano intenzione di contrabbandare esemplari di Xenomorfo sulla Terra.

Eppure, da personaggio sfaccettato qual è, la nostra Ellen ha anche i suoi lati oscuri, risultando talvolta eccessivamente testarda, quasi maleducata ed estremamente sofferente a causa di un disturbo post traumatico da stress.

E poi, come più volte già accennato, c’è naturalmente lei, la grande Sigourney Weaver.
Al giorno d’oggi non si potrebbe mai pensare al personaggio di Ellen Ripley “staccato” da Sigourney Weaver. Prima interprete ad aver ricevuto una candidatura all’Oscar per un ruolo in un film di fantascienza, grande conoscitrice dell’animo umano (come possiamo evincere dalla complessa personalità della stessa Ripley), Weaver, con il suo aspetto androgino, severo e dolce allo stesso tempo, si è rivelata l’interprete perfetta per impersonare Ellen.

E chi altro potremmo immaginare nei suoi panni? Ad ogni modo, nel corso degli anni, Sigourney ha “accompagnato” la sua Ellen per ben quattro lungometraggi (sebbene in Alien – La Clonazione interpreti, in realtà, un clone di lei), contribuendo a creare un altro importante tassello di quell’enorme mosaico che è la storia del cinema. E, si sa, quando si cerca di dare sempre il massimo spesso si ottiene l’impossibile, riuscendo persino a fare canestro di spalle al primo tentativo!