In Italia si sta sperimentando molto in campo cinematografico, è ormai sotto gli occhi di tutti. Nell’ultimo anno sono usciti nei cinema lavori come Diabolik dei Manetti Bros, America Latina dei fratelli D’Innocenzo e ultimo, ma non ultimo, Freaks Out di Gabriele Mainetti. Che ci sia un trend che vede produzioni e registi disposti ad osare, a dare fiducia a concept più ambiziosi dell’ordinario, premiando idee audaci, è un qualcosa di estremamente sano e salutare.

È in questa cornice artistica che va collocato Io sono Vera, il nuovo sci-fi psicologico diretto da Beniamino Catena che, dopo una carriera d’esperienza sul piccolo schermo, si cimenta qui nel suo primo lungometraggio.

Nel cast troviamo Marta Gastini (Tutta Colpa di Freud, Io & Marilyn), Davide Iacopini (Suburra, Diaz), Anita Caprioli (Santa Maradona, Immaturi), Paolo Pierobon (Il Capitale Umano), Manuela Martelli e Marcelo Alonso.
Il film vanta una produzione italo-cilena, con una collaborazione tra Macaia Film, Atomica e 17 Films. Io sono Vera sbarcherà nelle sale dal 17 febbraio.

Ci troviamo sulla costa ligure di Ponente, nello splendido promontorio di Punta Crena, a picco sul mare, una piccola bambina di nome Vera Melis scompare, quasi dissoltasi nel vento come sabbia, senza lasciare alcuna traccia.
Dall’altra parte del mondo, in Cile, a San Pedro de Atacama, un uomo di nome Elias ritorna in vita dopo essere stato dichiarato clinicamente morto per infarto. Tramite il consulto con uno sciamano, bramoso di risposte, l’uomo identifica in Vera quella figura che continua a intravedere nei suoi sogni da dopo il risveglio miracoloso.

Un filo etereo ma inscindibile tiene uniti i destini di Elias e Vera, legati l’uno all’altro da uno strano disegno del destino. È una trama molto sfaccettata quella di Io sono Vera, capace di mescolare insieme generi come il fantasy ed il dramma.
Il risultato è una pellicola, come la definisce il regista Beniamino Catena, “che ha molte anime e molti volti”.

Il lavoro svolto dalla regia, nonché dalla fotografia di Maura Morales Bergmann, è notevole, capace di valorizzare l’inquadratura con un’oculata scelta dei siti. Le vaste lande cilene, così come la costa ligure, sono riprese in camera con un rispetto quasi liturgico, così da donare all’intera pellicola quell’aspetto chimerico e a tratti, per l’appunto, fantastico.

Al fronte di un comparto tecnico molto ben riuscito, accompagnato da delle prove attoriali esaustive, ciò che forse si discosta dalla bellezza estetica è la storia. Preso atto dell’inverosimiglianza che permea l’intera narrazione, questa non sarebbe affatto un problema se solo fosse giustificata da un intreccio chiaro e completo. Tuttavia, ci troviamo davanti ad un racconto dall’enorme potenziale creativo, destinato da un certo momento in poi ad accartocciarsi su sé stesso.

Le complesse connessioni tra i personaggi ed il poco tempo per approfondire aspetti secondari della storia hanno fatto sì che il risultato fosse lodevole, ma forse incompiuto.

Al netto di quanto detto all’inizio di questa nostra recensione, ciò che porta con sé sperimentazione e cambiamento è (quasi) sempre d’accogliere a braccia aperte. Film come Io sono Vera di Beniamino Catena lasciano spazio alla speranza di un ritrovata risolutezza nell’ambito del cinema nostrano, che per troppo tempo è stato privato degli stimoli che necessitava.

È curioso vedere come le produzioni stiano sempre di più fidandosi di storie audaci, improntate a tratti su elementi sci-fi di finzione, genere totalmente estraneo alle nostre abitudini filmiche. Eppure, film come Io sono Vera oggi esistono e, in quanto innovazioni, non possono che presentare dei difetti.

Ciò che importa è che la strada rimanga tracciata e ben visibile, per chi ci è già passato ma anche e soprattutto per chi ci passerà un domani. Questa pellicolarappresenta uno sforzo produttivo d’ammirare, che unisce due paesi molto distanti, un po’ come le vite dei due protagonisti. Non si può che invitare il pubblico a sostenere progetti di questo tipo, curiosi di vedere cosa il futuro avrà in serbo per il nostro cinema.