Lina Wertmüller era nata il 14 agosto 1928 e aveva firmato firmato film indimenticabili, segnando la storia della commedia italiana e arrivando fino al riconoscimento del premio Oscar.
Grazie titoli come Mimì metallurgico ferito nell’onore, Film d’amore e d’anarchia e Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto era riuscita ad imporsi in un mondo, all’epoca, prettamente maschile.

Era il 1977 quando fu candidata all’Oscar Lina Wertmüller.
Classe 1928, è stata la prima donna regista a essere nominata dall’Accademy per Pasqualino Settebellezze, un film dalle atmosfere felliniane che ritrae magistralmente il folklore napoletano. E’ anche grazie a Fellini che ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo del cinema come aiuto regista in 8 1⁄2 (1962) e La dolce Vita (1960).
Lina non è solo l’orgoglio d’Italia, ma anche un esempio per tutte le donne.

La Wertmüller era un’artista poliedrica che con passione e dedizione ha cambiato profondamente il corso della storia e dell’arte. Sostiene da sempre che il cinema è un lavoro di squadra e che per dar vita a un capolavoro, devono funzionare perfettamente tra loro tutti gli ingranaggi.

La sua continua ricerca di una storia che meritasse di essere raccontata, l’ha portata a essere scrittrice, sceneggiatrice e autrice di testi di celebri canzoni, come Viva la Pappa col pomodoro cantata da Rita Pavone o Mi sei scoppiato dentro al cuore di Mina.

Dietro ai suoi inconfondibili occhiali bianchi, Lina Wertmüller ha raccontato l’esasperazione dei ruoli maschili e femminili in un’Italia perennemente in lotta con la propria identità. Molti dei suoi film sono diventati dei cult e sono famosi per avere dei titoli eccentrici e lunghissimi (comunque, mai quanto il suo nome completo Arcangela Felice Assunta Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich).

Impossibile non citare due dei suoi film più noti con l’ineguagliabile coppia Giannini-Melato: Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto (1974) e Mimì metallurgico ferito nell’onore (1972) con il quale fu la prima donna in concorso a Cannes.

La sua filmografia è ricca di perle cinematografiche che sono state successi sia commerciali che artistici, tanto da farle ottenere un Oscar alla Carriera nel 2020. E’ uscito da poco, edito da Mondadori, Tutto a posto e niente in ordine, un libro ricco di racconti e interviste che ci permettono di conoscere meglio una donna di Cinema con la D maiuscola. Un’artista che in un momento storico in cui la politica di genere vorrebbe che si producessero più film di registe donne dichiara: “

Non si può fare questo lavoro perché si è uomo o si è donna. Lo si fa perché si ha talento. Questa è l’unica cosa che conta per me e dovrebbe essere l’unico parametro con cui valutare a chi assegnare la regia di un film.

Chapeau, Lina! Ci auguriamo che in un prossimo futuro questo tuo pensiero venga condiviso da molti e il tuo ricordo rimanga a tutti.