The ballad of Buster Scruggs dei fratelli Coen, in concorso alla settantacinquesima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia porta il selvaggio West nella kermesse veneta che mai come quest’anno presenta diverse opere del genere.

Non è come nasci, ma come muori. Alce Nero, capo Sioux

Gli autori di Fargo raccontano, ispirandosi alla letteratura americana di frontiera del diciannovesimo secolo, sei spaccati della vita del West. Cowboy dal cuore tenero, truffatori, fenomeni da baraccone e pionieri sono i protagonisti di questi racconti uniti da un filo rosso come il sangue e da uno humor nero come la morte.   

Chi vuole fare grandi cose non dovrebbe tentare tutto da solo. Proverbio degli Irochesi

Elemento comune agli episodi di The Ballad of Buster Scruggs è la solitudine che diventa ancora più opprimente quando intorno a sé si ha un territorio sconfinato. Per i Coen l’inesplorato West, metafora della selvaggia Hollywood, è un posto adatto a uomini soli, disperati e che tentano in tutti i modi e con tutte le forze di lasciare una traccia, ma spesso si abbandonano alla malinconia. Si può vincere nel West, ma è una vittoria agrodolce, che ti toglie sempre qualcosa, un successo effimero perchè, del resto, “nel canto o con le armi, c’è sempre qualcuno migliore di te o qualcun altro che ti spara alle spalle” .

Cammina leggero in primavera; Madre Terra è incinta. Proverbio Iowa.

Tra gli episodi che maggiormente incontreranno il favore del pubblico c’è All Gold Canyon, il più “naturalistico” tra i sei. Un canuto Tom Waits, nei panni di un solitario trapper cerca il filone d’oro che gli possa garantire una felice vecchiaia e diventa disturbatore della natura, la ferisce a colpi di pala e piccone e rompe la quiete con il suo roco canto. 

Non lasciate che ieri abusi troppo di oggi. Detto Cherokee.

The ballad of Buster Scruggs, è l’ennesima conferma delle capacità registiche e poetiche dei due fratelli di Saint Louis che propongo una messa in scena languida e dolce come le parole delle canzoni country, ma che all’improvviso si fa lucida e fredda, regalando dei veri e propri “colpi di cinema”  come l’indiano che si nasconde aggrappandosi al cavallo al galoppo e aggredisce l’invasore yankee. Le citazioni e gli elementi del western classico anni ’50 e ’60 (addirittura c’è la “notte americana”) si susseguono e vengono sfruttate per giungere ad un linguaggio nuovo e audace.

Attento mentre parli. Con le tue parole tu crei un mondo intorno a te. Proverbio Navajo

The ballad of Buster Scruggs non si può definire soltanto un western perchè, nonostante una scrittura conforme al genere e ambientazione e costumi western, il film attraversa i più disparati generi, facendo risuonare sul suo spartito anche note horror che grazie ad un sapiente senso del ritmo si sposano a perfezione con situazioni comiche e con momenti grotteschi.

È meglio avere meno tuono in bocca e più fulmine nella mano. Proverbio Apache

Joel e Ethan Coen sono a partire dal loro primo film grandi narratori di storie e i loro personaggi brillano sempre per caratterizzazione e psicologia, ma in quest’ultimo film sembrano meno approfonditi e più schematici, però gli autori de Il Grande Lebowski bilanciano il film con una sontuosa messa in scena che ha il sapore del grande Cinema e sembra dire che per trovare la meraviglia basta essere attenti osservatori della realtà e non andare per forza sulla Luna.  

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