Presentato in anteprima nazionale alla 17° edizione de L’Aquila Film Festival, dalla Polonia arriva con un cast di giovanissimi attori Camper di Lukasz Suchocki, un road movie che interroga i propri protagonisti sul loro futuro.

Nella pellicola la vita della giovane coppia polacca composta da Robert e Klaudia (Michal Krzywicki e l’eccellente Dagmara Brodziak, già davanti e dietro la macchina da presa in 2028: La ragazza trovata nella spazzatura) viene scossa dalla visita di un vecchio amico della protagonista, Filip, accompagnato dall’eccentrica Wera.

Durante una sfrenata festa nei claustrofobici giorni del lockdown i due ospiti propongono alla coppia (che, in un momento di crisi, si domanda cosa fare delle reciproche carriere e della loro relazione) di intraprendere un viaggio on the road sul loro camper per attraversare tutta l’Europa. Negli altrettanto asfittici spazi del veicolo, però, scontri, nuove conoscenze e la brezza di una rinnovata libertà potrebbero essere la scintilla di cui tutti hanno bisogno per (ri)scoprire sé stessi e ciò a cui tengono davvero.

Adottando una messa in scena che simula le turbolenze del viaggio anche attraverso una macchina da presa a mano e l’incedere quasi amatoriali, Suchocki non si allontana molto dal topos classico del viaggio come spazio-tempo per l’analisi della propria autocoscienza, ma lo coniuga pur sempre in maniera interessante con la gioventù dei reclusi del Covid-19. Il fin troppo rassicurante finale, però, è consolatorio e, perciò, decisamente poco incisivo.

Camper di Lukasz Suchocki, senza provare troppo a variare i classici temi del road movie, risulta comunque una buona opera prima per un cast di promettenti giovani di cui non si smette mai di percepire l’affiatatezza.