Lontano dalle già viste trasposizioni cinematografiche dei celebri romanzi di Charles Dickens, il nuovo lungometraggio del regista italo-scozzese Armando Iannucci da nuova vita all’iconico David Copperfield, il più autobiografico dei personaggi dello scrittore inglese. Distribuito da Lucky Red ed in arrivo in Italia dal 16 ottobre, La vita straordinaria di David Copperfield (titolo originale The Personal History of David Copperfield), è in grado di far ridere e di emozionare.

La vita straordinaria di David Copperfield: trama del film diretto da Armando Iannucci

Il film, come il libro, è pensato come un racconto in prima persona, è infatti lo stesso Copperfield, stavolta con il volto dello straordinario Dev Patel (candidato all’oscar per Lion – La strada verso casa), a raccontare al pubblico la sua storia del tutto non convenzionale.
La macchina da presa di Iannucci, che sembra sottrarsi a qualsiasi concetto di spazio e tempo, ci trasporta immediatamente nel passato per ripercorrere la vita del protagonista dall’infanzia all’età adulta. Se, in un primo momento, la vita del piccolo David trascorre tra l’amore di una giovanissima madre (Morfydd Clark) ed una premurosa governante, Peggotty (Daisy May Cooper), l’arrivo del severo patrigno, Mr Mordstone (Darren Boyd) segnerà l’entrata in scena della drammaticità e dei soprusi.

Sarà proprio questo infatti ad allontanare il Copperfield bambino dalla sua casa ed introdurlo in quel mondo del lavoro minorile che Dickens denunciava. Così, sullo sfondo di un’Inghilterra in piena rivoluzione industriale, gli affollatissimi slums londinesi fanno da teatro ai bizzarri personaggi della pellicola di Iannucci. Dall’eccentrico Mr Micawber (Peter Capaldi) impegnato per tutta la durata del film nel suo personale slalom tra i creditori, all’assurda e premurosa zia Betsey (Tilda Swinton) sempre in compagnia del fantastico Mr. Dick (Hugh Laurie) ossessionato dalla decapitazione del re Carlo I.
Spinto da un’implacabile voglia di cambiamento, l’irrefrenabile visionario David Copperfield, tra alti e bassi, aiuti e inganni, riuscirà ad affermare se stesso ed il suo nome, trovando l’amore nell’amica Agnes Wickfield (Rosalind Eleazar) ed il suo posto nel mondo e nella scrittura.

La vita straordinaria di David Copperfield: recensione del film con Dev Patel

Il grande merito di Armando Iannucci, in questa personalissima rivisitazione del romanzo Dickensiano, sta nel suo modo nuovo e comico di raccontare una delle storie più celebri della letteratura inglese.
Il regista infatti, pur seguendo fedelmente il romanzo di Dickens, lo strappa dal passato per inserirlo in una coloratissima visione contemporanea, grazie soprattutto all’azzeccatissima fotografia di Zac Nicholson (che già aveva collaborato con Iannuci in Morto Stalin, se ne fa un altro) che dona alla pellicola un enorme potenza visiva. Sono proprio i colori vividi e densi a dare luminosità alla scena e a fungere quasi da contraltare al passato nero di Copperfield e ai toni grigi che ben descrivono l’Inghilterra industrializzata.

La narrazione, svelta e dinamica, riesce ad accostare la drammaticità della povertà e dello sfruttamento minorile alla comicità dei personaggi, dando vita a situazioni e gag alla stregua della slapstick-comedy. Il film quindi, molto fisico e travolgente, attinge da una modalità di recitazione tipicamente teatrale, quasi caricaturale, con personaggi in costume che ben si inseriscono nello sfondo dell’Inghilterra Vittoriana.

Menzione speciale va riservata all’eccezionale ed eterogeneo cast che, oltre ad avvicinare personalità cinematografiche capacissime, introduce in un contesto strettamente inglese attori di etnie diverse rispetto ai personaggi del romanzo, seguendo quella già citata logica teatrale in cui tutto è concesso.
Per lo stesso motivo Morfydd Clark infatti è sia la giovane madre di Copperfield che l’amabile Dora Spenlow, interpretando due diversi ruoli, ma senza intaccare minimamente la credibilità della storia.

Il fil rouge, che lega le innumerevoli peripezie del giovane Copperfield, è indubbiamente la forza della parola, scritta e narrata. La vediamo prender vita dagli appunti del protagonista, volare in cielo sugli aquiloni dell’incredibile Mr. Dick, fino ad esser pubblicata e raccontata da un ben più maturo e consapevole Copperfield. Con aderenza al testo e rivisitazione, drammaticità e surrealtà, Iannucci quindi, leggendo il romanzo da un’angolazione mai vista prima, è stato in grado di dare nuova vita ad un classico, esaltandolo e reinterpretandolo senza mai risultare banale anzi, creando una pellicola godibilissima sia per gli appassionati di Dickens sia per chi si approccia per la prima volta alla storia.

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