Uno dei punti di forza di Dune è sicuramente l’attesa, quel sentimento di impazienza misto a curiosità che ci ha accompagnato per per quasi tre anni.
Era il 2021 e nonostante il pesante strascico della pandemia Dune riesce ad ottenere un ottimo successo, guadagnandosi anche sei premi Oscar.
Ora però l’attesa è finita e Denis Villeneuve firma nuovamente la regia di Dune – Parte due catapultandoci tra le polveri e le aride atmosfere del pianeta Arrakis.

Dune – Parte due arriva al cinema dal 28 febbraio, prodotto da Legendary Pictures insieme a Warner Bros. Pictures e distribuito da quest’ultima.
Un film che non lascia indifferenti e che riesce a mantenere il giusto equilibrio narrativo, attingendo dalla celebre serie letteraria scritta da Frank Herbert nel 1965.

Avevamo lasciato Paul Atreides (Timothée Chalamet) e sua madre Lady Jessica (Rebecca Ferguson) in fuga nel deserto di Arrakis uniti alla popolazione Fremen, a causa dell’uccisione di Leto e dell’intera casata Atreides.

Siamo nell’anno 10191, il barone Harkonnen (Stellan Skarsgård) porta avanti il piano di raccolta della spezia come richiesto dall’Imperatore (Christopher Walken) e Rabban (Dave Bautista) guida gli Harkonnen contro i Fremen che, invece, devono scatenare una continua offensiva per preservare loro stessi e il proprio territorio.

All’interno di questo scontro Paul crea un legame con Chani (Zendaya) apparsa nei suoi sogni già in precedenza, e inizia il suo percorso che lo condurrà a vendicare la morte di tutti i suoi cari. Ma oltre al sentimento di vendetta, Paul deve far in modo che quanto da lui predetto non si avveri, tentando di salvare l’universo da un destino che sembra irrimediabilmente oscuro.

Dune – Parte due continua ad attingere da un pilastro letterario della fantascienza per sviluppare un adattamento che risuona di forza ed epicità, riuscendo a incollare lo spettatore ad una poltrona per circa tre ore.
Il film, nonostante questa durata, risulta molto più dinamico del precedente e sviluppa una narrazione a tratti altalenante, ma comunque efficace.

Questa volta Villeneuve e Jon Spaihts lavorano alla sceneggiatura senza Eric Roth (A Star Is Born, Dune, Killers of the Flower Moon), ma mantengono alta l’asticella operando una giusta sintesi tra racconto originale e messa in scena.

Dune – Parte due, infatti, si divide speso tra scene dialogico-riflessive e avvenimenti bellici di matrice action. Questi ultimi sono intensi e caratterizzati da una grande solennità, accentuata dalla musica di Hans Zimmer che è quasi onnipresente, mai disturbante e contribuisce a generare un’atmosfera sospesa.

Dune – Parte due presenta anche una coerenza estetica continuando a mantenere gli stessi colori e la stessa attenta fotografia del capitolo precedente, anche se con qualche variazione. L’ambientazione desertica continua a dominare, mentre assistiamo a scene che si distinguono per il loro aspetto minimal e monocromatico. Si tratta della scena di combattimento – che vede come protagonista un convincente Austin Butler nei panni di Feyd-Rautha Harkonnen – in cui è facile fare caso alle rigide geometrie e al bianco e nero come indicatori di ferocia.

Dune – Parte due non si sofferma ancora su vincitori e vinti, ma sicuramente ci racconta guerre e scontri carichi di effetti speciali; la CGI non è disturbante ed è utilizzata con una certa furbizia, ovvero sappiamo che c’è, ma non è ridicolmente innaturale e si camuffa bene nella scena.

Dune – Parte due è tendenzialmente focalizzato sul personaggio di Paul e sul suo percorso volto a scongiurare una enorme guerra nel futuro.

Chalamet, con la sua convincente interpretazione, ci mostra un protagonista che evolve dal punto di vista sentimentale ed emozionale, e che strategicamente mette in moto la sua vendetta.

Tra i personaggi di punta troviamo anche Chani che, oltre ad essere la protagonista dei sogni di Paul nella parte uno, è anche una combattente che crede nel proprio popolo e del proprio pianeta. Chani è colei che dice “il deserto di Arrakis è bellissimo quando il sole è basso”, ed è anche sentimentalmente legata a Paul.
Un personaggio che assume risvolti interessanti nella seconda parte del film e ancora di più sul finale (anche perché vengono lasciate aperte delle parentesi narrative per il prossimo capitolo).

A conti fatti ha mantenuto fede alle aspettative positive, spettacolarizzando l’azione al suo interno e ricreando puro intrattenimento.
Ora, però, non ci resta che capire quanto ci vorrà per il prossimo e ultimo capitolo.

Dune – parte due, il trailer del nuovo film di Villeneuve con Chamalet e Zendaya