“Che lo sforzo sia con te!”

– Yogurt

Spade laser, caschi, navicelle, principesse, guerrieri di latta e perfino scimmie: se vi ricorda qualcosa di caro ai vostri piaceri da grande schermo, allora il pastiche comico di Mel Brooks è un “must watch”: Balle spaziali (Spaceballs) è la parodia fantascientifica di fine anni ‘80 della saga di Guerre stellari, Star Trek, Alien e Il pianeta delle scimmie.

Il cast vede punte di diamante della commedia americana come John Candy, Rick Moranis e, ovviamente, Mel Brooks, la mente dietro Mezzogiorno e mezzo di fuoco, La pazza storia del mondo, Dracula morto e contento e Frankenstein Junior col mitico Gene Wilder è un maestro della parodia che sottolinea senza mai essere petulante certi controsensi dell’arte cinematografica e dei messaggi che veicola attraverso giochi di parole, battute anche sciocche e un pizzico di satira.

Rispolverare Balle spaziali, in questo momento, è inevitabile per via della recente notizia di un nuovo sequel che vuole riportare sul grande schermo personaggi memorabili come Lord Casco Nero e il presidente Scrocco: sembrerebbe, infatti, che Amazon stia pianificando la realizzazione di un nuovo progetto curato da Josh Gad e prodotto dallo stesso Mel Brooks, mentre la regia sarà affidata a Josh Greenbaum, noto per film come Becoming Bond

Spaceballs, la sinossi del film

Balle spaziali copia gli elementi narrativi dei grandi classici del Sci Fi, li estremizza, li mette in ridicolo, senza impoverire la trama, che racconta di come la Principessa Vespa (Daphne Zuniga) di Druidia fugge nello spazio per sfuggire al matrimonio con il Principe Valium (Jim J. Bullock).

In un’altra zona della galassia, il popolo del pianeta Spaceball è in cerca disperata di aria dopo aver consumato completamente la propria atmosfera. Il Presidente Scrocco (Mel Brooks) e il Comandante Militare Lord Casco Nero (Rick Moranis) hanno un piano per rapire la Principessa e chiedere come riscatto l’aria del pianeta Druidia. 

Il padre della ragazza, Re Rolando (Dick Van Patten), assolda il contrabbandiere Stella Solitaria (Bill Pullman) e il suo aiutante cane-uomo Ruttolomeo (John Candy), per ritrovare e riportare a casa la principessa fuggiasca. Durante il viaggio nello spazio a bordo di un camper spaziale, Stella Solitaria e Rutto si indebitano con il boss mafioso Pizza Margherita, un altro contrattempo da risolvere.

Stella Solitaria e Ruttolomeo raggiungono, dunque, la Principessa Vespa e Dorothy prima che vengano catturate da un raggio dell’astronave Spaceball One: fuggono, così, ad alta velocità dagli Spaceballs, ma sono costretti a fare un atterraggio di fortuna sulla luna di Vega perché sono rimasti senza benzina.

Gli Spaceballs riescono a rintracciare i fuggitivi grazie alla visione di una videocassetta pirata del film che è stata prodotta e messa in commercio durante le riprese. Nel frattempo, i quattro protagonisti, esausti a causa del sole del deserto, vengono soccorsi da piccoli esseri che li conducono dal “grande” Yogurt (di nuovo Mel Brooks), detentore del lato anteriore dello Sforzo. Yogurt addestra Stella Solitaria nell’uso dello Sforzo, ma durante la notte la principessa Vespa viene ingannata e rapita da Lord Casco, che si allontana verso Druidia a bordo della sua astronave.

Re Rolando è costretto a rivelare a Lord Casco la combinazione per aprire lo scudo spaziale che protegge l’atmosfera di Druidia, altrimenti la principessa subirà un intervento plastico deturpante. La Spaceball One si trasforma in una gigantesca donna delle pulizie con un aspirapolvere.

Stella Solitaria e Rutto raggiungono il pianeta Spaceball, salvano la principessa e Dorothy, e riescono a fermare la Spaceball One per invertire il processo di aspirazione.

Una volta a bordo dell’astronave, Stella Solitaria cerca il dispositivo di autodistruzione ma deve combattere contro Lord Casco in un grottesco duello con spade laser. Alla fine, riesce a azionare il dispositivo di autodistruzione con un trucchetto e fugge insieme ai suoi amici.

Lord Casco, il Presidente Scrocco e il Colonello (George Wyner) vengono catapultati su un pianeta in una scena che richiama il finale del film “Il Pianeta delle Scimmie”, causando sconcerto a due scimpanzé presenti lì.

Stella Solitaria e Rutto scoprono che Pizza Margherita è morto dopo essersi mangiato da solo, quindi decidono di non ritirare la ricompensa dal Re Rolando. Stella Solitaria, deluso per non essere un nobile e non poter sposare la principessa Vespa di cui si è innamorato, riceve una rivelazione da Yogurt: scopre di essere un principe.
Durante la seconda cerimonia tra Vespa e Valium, Stella Solitaria interrompe chiedendo la mano della principessa, che viene concessa e, infine, i due partono per la luna di miele a bordo del camper spaziale.

Balle spaziali, la parodia non è un’opinione

Sebbene la comicità possa sembrare un po’ datata, Balle spaziali fa ancora tanto ridere, non solo perché falsifica Star Wars, Star Trek e Il pianeta delle scimmie, ma perché mette luce prima sugli stereotipi e sull’estetica del genere fantascientifico e poi sugli amatori dello stesso, che spesso si comportano da fanatici religiosi aggrappati a qualsiasi cimelio del prodotto. Non a caso, la scena dove Yogurt presenta tutti i gadget (che – fun fact – George Lucas chiese di non vendere in cambio dell’aiuto tecnico nel girare le scene in computer grafica), prende in giro questo consumismo smodato e chi lo fa carburare. 

Non c’è discorso contro il politicamente corretto che tenga, perché la comicità di Balle spaziali regge anche nel 2024. Oliando qualche battutina qua e là, il sequel ha del buonissimo materiale su cui lavorare, i temi di cui si fa beffa il film sono ancora attuali e, soprattutto, c’è quell’elemento che le parodie e commedie di quel periodo avevano e che ora, forse, non c’è più: ci si affeziona alla buffonaggine dei personaggi con tutti i loro manierismi. 

A livello tecnico, per Mel Brooks la parodia non è di certo un gioco: essendo un genio creativo, per Balle spaziali riesce a manovrare l’inquadratura in una determinata scena, per rompere la quarta parete senza l’utilizzo del classico sguardo in camera.

Ad esempio, all’inizio del film, una nave dall’elmo scuro è letteralmente bloccata da una stella solitaria, con l’elmo scuro che grida drammaticamente per vantarsi. 

Questa ripresa termina con la telecamera che sbatte contro l’elmo e lo fa cadere. 

Con questa mossa, la telecamera desidera minare l’ego di Lord Casco Nero, il tutto senza che venga detta una battuta da qualche altro personaggio.

Un altro esempio del genio di Brooks avviene durante la battaglia culminante del film tra Stella Solitardia e Lord Casco  solitaria e l’elmo oscuro. In questa scena, il duello a due e il taglio vengono utilizzati costantemente per migliorare l’azione e viene intenzionalmente bloccato Lord Casco Nero per dare le spalle alla telecamera, in modo che anche in una scena di battaglia seria la vista venga imbavagliata dal ridicolo casco.

Mentre questo succede, Lord Casco Nero uccide accidentalmente un membro della troupe televisiva. Non solo questa scena è divertente come rottura del muro immaginario tra attore e spettatore, ma la commedia è ulteriormente migliorata dal sottile cambiamento nel lavoro della telecamera che passa da una serie di tagli a una panoramica manuale che segue l’azione, scandendo la commedia con un movimento della telecamera attivo e motivato.

Scene del genere sono moltissime e se si trova divertente navigare tra le citazioni e le body gag, allora Balle spaziali è il film da recuperare o rivedere. Lo potete guardare su diverse piattaforme e gratis su YouTube: non è iconico usufruire senza pagare di un film che prende in giro le marchette dei colossi di Hollywood?