Dobbiamo andare! Lasciamo queste fondamenta deprimenti. Abbiamo molte cose da fare e meno tempo per farle.

Solo il nobile ed esilarante Robin di Locksley, tornato a nuoto dalla Terrasanta fino al suo castello in Inghilterra, poteva pronunciare una battuta simile quando si trova davanti le terre di famiglia e il castello espropriati dai creditori del principe Giovanni in pagamento delle tasse arretrate. Mel Brooks però riesce a trasformare il tipico trasloco dei film americani con scatoloni, cartelli e mezzi di trasporto strabordanti, in un iconico movimento di tutto il castello. Com’è possibile? Grazie a un carro no?! 

Il genio creativo di Mel Brooks esplode anche in questa pellicola del 1991: Robin Hood: Un uomo in calzamaglia (oggi possibile vederlo su Amazon Prime Video).
Molte le parodie precedenti: da Frankenstein Junior del 1974 a Balle Spaziali del 1987. Potrebbe essere definita come una parodia storica, dato che comunque la narrazione di base resta quella del periodo delle crociate e del regno di Giovanni Senzaterra, sulla scia di quanto già affrontato in La pazza storia del mondo del 1981, però la realtà dei fatti è che rimane una parodia di tutti quei film già fatti su Robin Hood.

Riverberano infatti scene di Robin Hood: Principe dei ladri (1991) di Kevin Reynolds con Kevin Costner e del pluripremiato agli Oscar: La leggenda di Robin Hood diretto da Michael Curtiz e William Keighley nel 1938.

Una breve trama di una storia molto nota

Riprendiamo il racconto da dopo aver abbandonato le “fondamenta deprimenti”. Cary Elwes nelle vesti di Robin di Locksley con un ragazzo di colore, Etcì, figlio del suo compagno di fuga da Gerusalemme dal nome di Starnit, recupera il suo fedele servitore cieco Bellosguardo. Durante il loro viaggio, come improvvisato doganiere di un piccolo ponte cui il fiume (attraversabile a piedi) si era ormai prosciugato, incontrano il forzuto ma tonto Little John.

Dopo uno scontro con dei bastoni, Robin mostra la sua superiorità e chiede a Little John di unirsi al gruppo per rivoltarsi contro il piagnucoloso e tiranno principe Giovanni (Richard Lewis) e il suo fidato tirapiedi, lo sceriffo Smervino di Ruttingham. Nascono così gli “Allegri Compagni della Foresta”, capitanati da Robin Hood e dal suo fido secondo Little John.

Intanto nella corte del principe Giovanni la nobile Lady Marian di Batman sogna l’arrivo dell’uomo che le ruberà il cuore e, soprattutto, le porterà la chiave della sua cintura di castità. Gli Allegri Compagni, riusciranno nel loro intento? Lady Marian troverà il suo uomo? Non resta che vederlo per scoprirlo. 

Curiosità: tra il cammeo di Mel Brooks e la scrittura dei versi delle canzoni

Mel Brooks compare nei panni del rabbino Tuckman, goliardica reinterpretazione di Frate Tuck. Mel Brooks aveva già realizzato una parodia di Robin Hood nel 1975 con una serie tv dal titolo: Le rocambolesche avventure di Robin Hood contro l’odioso sceriffo. Tuttavia, la serie non ebbe successo e venne chiusa dopo 13 episodi; molte gag e idee però, sono state poi riprese nella parodia del 1991. Infine, si può ricordare come le canzoni del film sono tutte scritte o co-scritte da Mel Brooks; tra queste: Men in Tights, Marian e Sherwood Forest Rap.

“We’re men, we’re men in tights
We roam around the forest looking the forest looking for fights
We’re men, we’re men in tights
We rob from the rich then give to the poor, that’s right!
We may look like sissies
But watch what you say or else we’ll put out your lights
We’re men, we’re men in tights
Always on guard defending the people’s rights.”