Fratello del più celebrato Ridley, Tony Scott ha avuto il suo primo approccio con il mondo del cinema davanti la macchina da presa. A sedici anni venne diretto dal fratello maggiore nel cortometraggio Boy and Bicycle e da quel momento decise di seguire le orme di Ridley.

Dopo aver susseguito degli studi anche nell’ambito pittorico, Tony Scott iniziò la sua carriera da regista nel campo pubblicitario e dei videoclip.

Tony in principio voleva girare documentari. Gli dissi, “Non andare alla BBC, vieni prima da me.” Sapevo che aveva una passione per le auto, così gli dissi “Vieni a lavorare per me (presso la RSA, compagnia di Ridley) e nel giro di un anno avrai una Ferrari”. E così fu.

Ridley Scott

E così, Tony Scott lavorò per molti anni dirigendo migliaia di spot per la RSA. Inoltre, supervisionò le attività della compagnia dato che il fratello era sempre impegnato nel mondo del cinema. Dopo anni di onorata carriera in questi campi, Hollywood si accorse finalmente di lui.
Merito anche della regia di un adattamento letterario di Henry James, The author of Beltraffio, realizzato per la televisione francese nel 1975 (a quanto pare, accettò questa direzione a seguito di una scommessa fatta con il fratello).

Nella città delle stelle gli offrono vari progetti. A interessarlo ci fu l’adattamento del romanzo di Anne Rice Intervista col vampiro. Ma non fu  quello il suo esordio negli anni ’80.  La MGM gli propose un altro film  con protagonisti  sempre dei vampiri.
Ed è con quella pellicola che ebbe inizio la carriera di Tony Scott nel mondo del cinema.
Le sue opere rifletteranno il suo amore per la pittura, per certi sperimentalismi del cinema d’autore, per l’azione e il movimento. Ma quali sono i film di Tony Scott?

1) Miriam si sveglia a mezzanotte (The Hunger, 1983)

I protagonisti della sua opera prima sono David Bowie e Catherine Deneuve. Il film fu innovativo dal punto di vista estetico, soprattutto la fotografia e la scenografia sono molto distanti dai canoni di quegli anni.

Si tratta di un techno-horror gothico stravagante che era troppo avanti per l’epoca, tanto da risultare un fiasco sia al botteghino che per la critica. Col passare degli anni, invece, il film è stato rivalutato ed è diventato un autentico cult movie. 

2) Top gun(1986)

L’insuccesso del suo esordio allontana Tony Scott dal grande schermo e lo riporta al mondo degli spot. I produttori Don Simpson e Jerry Bruckheimer erano rimasti molto colpiti non solo dal suo primo film, ma anche dalla campagna promozionale della Saab, in particolare di uno spot in cui una Saab 900 turbo gareggia con un jet. Cosi’, nel 1986 gli proposero di dirigere quello che diverrà uno dei più grandi successi commerciali degli anni ’80: Top Gun.

Cominciai a parlare del film riferendomi ad Apocalypse Now e Mad Max 2, cosa che li spaventò non poco. Avendo una formazione artistica, la mia sensibilità tende a essere poco solare. Continuai a pensare al film come a un Apocalypse Now su una portaerei mentre loro (Simpson e Bruckheimer) continuavano a dire, “No, no, no.”
Poi, un giorno ci arrivai, capii cosa stavano cercando. Non volevano un’Apocalypse Now, era più qualcosa su jet argentati che sfrecciavano in cieli azzurri. Una specie di rock’n’roll nei cieli.

Tony Scott

Lo stilismo ipertrofico di Tony Scott emerge già da Top Gun.
Il metodo Scott” viene presentato in questo film:  immagini sature, movimento, velocità, montaggio frenetico. Uno stile che è un mix tra documentario, cinema, spot  e videoclip. Il protagonista della pellicola è un giovane Tom Cruise che, grazie a Top Gun, vedrà decollare la sua carriera.

3) Beverly Hills Cop II (1987)

Dopo il successo di Top Gun,  Don Simpson e Jerry Bruckheimer  propongono a Tony Scott di girare il seguito di Beverly Hills Cop.
Il film è un fallimento a livello di critica, ma è comunque uno dei migliori incassi dell’anno, anche se guadagna meno rispetto al primo capitolo della trilogia.

Non brilla di certo per originalità ed è stato realizzato sulla scia del successo del primo film. Sicuramente le scene migliori sono quelle d’azione, in cui emerge il talento di Tony Scott.
Per lo più, però, la pellicola è un palcoscenico per la comicità di Eddie Murphy,  protagonista assoluto di questo secondo capitolo.
Una curiosità: inizialmente al suo posto doveva esserci Sylvester Stallone.

4) Giorni di tuono (1990)

Spesso questo film viene considerato come “Top Gun con le macchine”.
In effetti, è grossomodo così, ma è una delle pellicole in cui Tony Scott dà il meglio, soprattutto nelle scene d’azione.

La storia è molto simile a quella di Top Gun e anche la fotografia dagli indimenticabili tramonti rosso fuoco. I protagonisti sono Tom Cruise e Nicole Kidman che , per la prima volta, lavorano insieme. Il film ha avuto un grande successo al botteghino, ma divise la critica proprio perché videro Giorni di Tuono come un tentativo del regista e dei produttori di ricalcare le orme di Top Gun senza troppa originalità.

5) Revenge (1990)

Tratto da un romanzo breve di Jim Harrison , Revenge ha come protagonisti Kevin Costner e Anthony Queen.  Inizialmente il ruolo principale femminile era stato proposto a Elena Sofia Ricci, che rifiutò. La parte andò in seguito a Madeleine Stowe, all’epoca compagna di Tony Scott

Praticamente hanno rifatto il mio libro pari pari; ero così colpito che mi sono messo a piangere

Jim Harrison

Il film racconta la storia del pilota militare Cochran (Costner) che in seguito a un crollo nervoso, torna alla vita civile. Decide di andare a trovare un suo vecchio amico in  Messico, Tiburon (Quinn) che nel frattempo  è diventato  un potente e spietato boss della mala. Inoltre, è sposato con una bellissima donna di cui Cochran, inevitabilmente, si innamora.

Tiburon si vendica in modo violento: riduce Cochran in fin di vita,  sfigura sua moglie e la  obbliga a prostituirsi. Il pilota però, non si darà per vinto…

Il film va visto principalmente per  l’indimenticabile interpretazione di Anthony Queen. Nel cast anche Tomas Milian e Miguel Ferrer.

6 ) L’ultimo boyscout (1991)

Uno dei film più amati di Tony Scott, L’ultimo BoyScout è probabilmente la migliore opera del regista e anche dello sceneggiatore di Shane Black (che tra l’altro ebbe un compenso stellare per questo film e, di fatto, è ancora oggi lo sceneggiatore più pagato di sempre). 
I protagonisti della pellicola sono Bruce Willis e Damon Wayans, una coppia che era già affiatata sullo schermo. Infatti, entrambi avevano lavorato prestando le proprie voci nel sequel di Senti Chi parla.

L’ultimo boyscout è un racconto tra action e humor della vita di Joe Hallenbeck (Willis) che per colpa di un politico corrotto, ha perso sia il lavoro che la dignità. Sbarca il lunario facendo il detective privato. L’occasione per il riscatto professionale e personale si presenta quando si imbatte in un caso complicato che lega le scommesse clandestine al mondo politico. Al suo fianco, malvolentieri, arriva Jimmy Dix (Damon Wayans).  Ex giocatore di football con la carriera stroncata da una storia di droga, si alleerà con Hallenbeck per porre fine al giro di scommesse truccate.

Nella sua prima stesura il film  doveva intitolarsi Die Hard.  Il produttore Joel Silver, che aveva già lavorato con lo sceneggiatore Shane Black per Arma Letale, amò subito il suono del titolo, ma gli gli sembrava più adatto ad un altro film che aveva in cantiere…

Battute taglienti, azione, omaggi a John Woo: ne L’ultimo Boyscout Tony Scott è in stato di grazia.

7) Una vita al massimo (1993)

La sceneggiatura di Una vita al massimo è firmata da Quentin Tarantino e Roger Avary. Quest’ultimo, però, è stato poi accreditato unicamente per il soggetto.  Nelle intenzioni degli sceneggiatori, si trattava del primo capitolo di un progetto cinematografico che includeva anche lo script originale di Natural Born Killer, diretto da Oliver Stone nel 1994. 
Invece, nulla andò in porto e aldilà della sua fase di scrittura, gli sceneggiatori non ebbero poi nessun altro coinvolgimento nella produzione. Addirittura lo stesso Tarantino ha dichiarato di non aver mai assistito alle riprese del film.

Un thriller a tratti parodia fatto di sparatorie, mafiosi, ironia, inseguimenti, droga, love story: in Una vita al massimo non manca niente. Anche il cast è stellare (Christian Slater, Patricia Arquette, Dennis Hopper, Val Kilmer, Gary Oldman, Brad Pitt) in questo film che è un mix tra Tarantino e Guy Ritchie con la regia eccentrica e stravagante di Tony Scott.  Semplicemente imperdibile.

8) Allarme rosso (1995)

Un generale russo supernazionalista esalto si impadronisce di diciotto missili a testata nucleare e minaccia di lanciarli sull’America e sul Giappone. Questa è la premessa del film che segna la prima  delle quattro collaborazioni tra Tony Scott e Denzel Washington.  Il regista si muove con la macchina da presa all’interno del sottomarino in una maniera mai vista nelle pellicole ambientate in spazi angusti sott’acqua. “Il metodo Scott” colpisce ancora ottenendo tre candidature ai premi Oscar.

Il film è basato sulla premessa, valida quando è stato girato, che i comandanti dei sottomarini americani fossero autorizzati a lanciare missili di propria iniziativa, se non avevano la possibilità di comunicare con il Presidente degli Stati Uniti dopo aver ricevuto l’ordine di armare i missili. Poco dopo la procedura fu cambiata, ma nonostante il film non pretenda di essere basato su una storia vera, gli eventi mostrati sono simili ad un episodio realmente avvenuto nel periodo più teso della crisi dei missili di Cuba.

La sceneggiatura è attribuita a Michael Schiffer, ma il film è stato ideato dalle penne di Quentin Tarantino (è una sua idea, ad esempio, la scena in cui i due marinai litigano riguardo ai fumetti), James Toback e Robert Towne. La pellicola, inoltre, vanta un cast eccezionale. Oltre al già citato Washington, brillano le performance di Gene Hackman, Viggo Mortensen e James Gandolfini.

9) The fan – Il mito (1996)

Tony Scott riesce a rendere adrenalinico persino il baseball. Basato sul romanzo L’idolo (The Fan) di Peter AbrahamsThe Fan è un thriller che segue Gil Renard ( Robert De Niro) e la crescita della sua ossessione. Il film esplora la psiche dei fanatici, in questo caso del mondo dello sport. AL centro della storia c’è l’instabile rappresentante di coltelli Gil Renard (De Niro),  un tifoso dei San Francisco Giants.   
Il quattro volte campione di baseball Bobby Rayburn (Wesley Snipes) è il suo eroe. Il tifo accanito è tutto ciò che tiene ancora in piedi la sua via. Gil si macchia dell’omicidio di un rivale di Rayburn e capisce che il suo idolo lo disprezza. La delusione in Gil sarà così profonda che si tramuterà in ossessione omicida. 

The Fan ci regala due grandi performance dei due protagonisti. La fotografia patinata e la maestria del ritmo di Tony Scott, vengono enfatizzate dalla superba colonna sonora di Hans Zimmer.

10) Nemico pubblico (1998)

Thriller divertente e profetico di Tony Scott che, alla sua uscita, fu considerato esagerato. Mentre , ora, è più attuale che mai. Mel Gibson e Tom Cruise sono stati considerati per la parte che è andata a Will Smith, che ha assunto il ruolo in gran parte perché voleva lavorare con Gene Hackman. Inoltre, pure George Clooney fu tenuto in conto per un ruolo nel film. Anche Sean Connery fu preso in considerazione per il ruolo di Edward “Brill” Lyle, parte che poi sarebbe stata affidata a Gene Hackman a seguito di una telefonata con il regista.

Il protagonista di Nemico pubblico è Robert Clayton Dean (Will Smith) , un brillante avvocato di Washington D.C. che entra in possesso, a sua insaputa, di un video che incrimina un alto dirigente del National Security Agency in un omicidio politico.

Da quel momento la vita tranquilla di Dean viene spiata e sorvegliata con i più sofisticati sistemi elettronici da parte di un gruppo della NSA che mette in moto un implacabile e spregiudicato piano per screditarlo e recuperare le prove incriminanti.

11) Spy game (2001)

Spy Game è un ottimo thriller convenzionale dalla trama semplice e dal finale prevedibile. Ma proprio per questo è un esempio del talento di Tony Scott che è in grado di raccontare con originalità una storia lineare. Riesce a far stare lo spettatore col fiato sospeso fino alla fine. Il merito non è solo del suo sguardo curioso e attento al dettaglio, ma anche delle interpretazioni dei due protagonisti: Robert Redford e Brad Pitt. Padre ideale e figlio putativo, Spy Game è soprattutto il film di due grandi attori, perfetti per i ruoli che ricoprono. Uno dei talenti di Tony Scott è anche questo: azzeccare i volti per le parti.

Al centro del racconto c’ è Nathan Muir (R.Redford), un agente della CIA all’ultimo giorno prima della pensione. Gli si presenta una grana inaspettata e non può tirarsi indietro. Tom Bishop (B.Pitt), il suo delfino, si è messo nei guai per cercare di liberare la donna che ama, Elizabeth(Catherine McCormack).

Muir sa benissimo che trattandosi di una vicenda personale nessuno dei suoi colleghi si muoverà per salvare Tom. Decide allora di usare tutte le sue conoscenze per organizzare a tempo di record un’operazione clandestina di salvataggio. Spy Game è un film che corre sulla lama del rasoio tra doppi giochi, inganni e non senza ostacoli.

12) Man on fire (2004)

Tony Scott aveva già l’intenzione di realizzare questo film nel 1983, ma, vista la mancanza di produttori che credessero nel progetto, preferì dedicarsi a Top Gun.  20th Century Fox voleva che il film, come il romanzo e la versione precedente, fosse ambientato in Italia, più precisamente a Napoli. Tuttavia, Scott voleva girare un film contemporaneo, mentre il fenomeno dei rapimenti in Italia era praticamente scomparso nei primi anni duemila. Per questo fu scelta  Città del Messico, dato il suo alto tasso di rapimenti e criminalità.

Il film segna la seconda collaborazione tra Tony Scott e Denzel Washington. Nel cast anche Dakota Fanning, Cristopher Walken e Giancarlo GianniniMan on fire è il remake di Kidnapping – Pericolo in agguato (1987), entrambi basati su un romanzo di A.J. Quinnell e racconta con delle immagini mozzafiato e sature la storia di Creasy (Washington) un uomo messo a dura prova dalla vita che per svangarla lavora come guardia del corpo di una bimba di nove anni ( Fanning). Quando la piccola viene rapita, lui va oltre i responsabili materiali.

Adrenalina pura, azione ed emozione in questo thriller elettrico di Tony Scott. Il montaggio è serrato e fatto da flash, come i pensieri del protagonista. Una storia cruda e ricca di contrasti, come la bellissima fotografia della pellicola.

13) Domino (2005)

Scritto dal regista di Donnie Darko, Richard Kelly, la tredicesima opera di Tony Scott ha come protagonista Keira Knightley in un ruolo inedito. Il film è ispirato alla vera storia di Domino Harvey, figlia di una modella e di un attore (Laurence Harvey), che intraprende la carriera della cacciatrice di taglie, ed è dedicato alla sua memoria. Non è, invece, molto memorabile questa pellicola del regista inglese.

Strizzando l’occhio a Tarantino, Tony Scott confeziona un film dall’estetica impeccabile scimmiottando i pulp movie, senza emozionare. Il risultato è un videogame colorato, tutto fumo e niente arrosto.  Flop in tutto il mondo, Domino non ha convinto né pubblico né critica.

14)  DéJa-vù (2006)

Tony Scott esplora il mondo della fantascienza, ma la sua missione non convince completamente. E’ evidente che il regista dà il suo meglio quando si tratta di raccontare il quotidiano. Dèjà-vù si basa sulle ricerche scientifiche condotte sul fenomeno del déjà-vù e in particolare sulla teoria di un multiverso con singoli universi destinati a incrociarsi casualmente. Al centro della storia c’è un agente dell’ATF (Denzel Washington) che  viaggia indietro nel tempo per evitare un attentato terroristico e per salvare una ragazza di cui si è innamorato durante le indagini.

Nonostante il film abbia delle debolezze, va  detto che non si tratta di un semplice esercizio di stile. Certamente, trionfa l’estetica inconfondibile del regista, ma il look da videoclip non va a togliere nulla a livello narrativo.

Anzi, aggiunge spettacolarità a un thriller ambientato tra salti spazio-temporali e che non risulta complicato per il pubblico. In effetti, anche grazie alla solida sceneggiatura, lo spettatore riesce a mettere insieme i pezzi di questo puzzle fantascientifico senza troppi rompicapi.

15) Pelham 123 – Ostaggi in metropolitana (2009)

Pelham 123 è il remake poco convincente de Il colpo della metropolitana, un action movie che è un’adrenalinica corsa contro il tempo. Ambientato in spazi claustrofobici, il film è ricco di tensione, suspence e colpi di scena.

La storia prende il via  nella metropolitana di New York, dove una banda di criminali capitanati da Ryder (John Travolta),  si impossessa di un vagone del convoglio Pelham 123. All’interno ci sono 18 ostaggi. Ryder chiede un riscatto direttamente al sindaco della grande mela: 10 milioni di dollari entro un’ora. Per ogni minuto di ritardo, una persona morirà.  

A negoziare  con Ryder c’ è Walter Garber (Denzel Washington), un addetto allo smistamento dei treni. Proprio grazie alla sua conoscenza del sistema  della metropolitana, è l’unico in grado di sconfiggere il criminale. Accanto a questi due attori, ci sono anche John Turturro e James Gandolfini. Merito del successo del film va anche alla sceneggiatura scritta da Brian Helgeland, noto per aver vinto l’Oscar con il film L.A. Confidential

16) Unstoppable – Fuori controllo (2010)

Due anni prima della sua prematura scomparsa, Tony Scott dirige il suo ultimo film: Unstoppable. I protagonisti della pellicola sono Denzel Washington e Chris Pine.  E’ stato un incidente ferroviario del CSX 8888 avvenuto in Ohio il 15 maggio del 2001 a ispirare la trama dell’ultima opera del regista britannico. Un treno merci trasportante rifiuti tossici avanzò fuori controllo, senza nessuno a bordo, per oltre 100 chilometri, prima che un ferroviere riuscisse a saltare sul treno in corsa e tirare il freno.

Lo scenario è simile al film precedente. Così come l’alta tensione che percorre tutto il lungometraggio. Però, sicuramente Unstoppable è più riuscito di Pelham 123.
La macchina da presa di Tony Scott non si ferma un secondo. Il titolo del film descrive perfettamente lo stile del suo regista. Interessante il suo modo di raccontare un fatto di cronaca moltiplicando fonti, stili e punti di vista. 
La trama è piuttosto lineare, in fondo, ma Tony Scott amplifica al massimo le informazioni e le emozioni catapultando lo spettatore su quel treno alla ricerca del modo per fermarlo.  

Un grande film al cardiopalma della premiata ditta Scott-Washington. Peccato sia stata l’ultima corsa per il regista britannico.